Avviso ai Fiano e alle Boldrini: cercate il fascismo? Guardate a Torino

lunedì 12 novembre 12:44 - DI Mario Landolfi

A chi da tempo fosse in cerca della Bestia e a chi, come il berlusconiano Mulè, credesse di averne scovato le tracce seguendo le minacce di Di Maio alla libera stampa, segnaliamo i trentamila “sì-Tav” che sabato affollavano piazza Castello a Torino: il fascismo, forse, era lì. Non nella sua rancida vulgata in uso alla propaganda corrente, ma nell’accezione di «espressione dei ceti medi emergenti» elaborata da Renzo De Felice. Un blocco sociale di piccola borghesia produttiva che all’indomani della Grande Guerra rivendicava legittimazione politica e che individuò nel nascente movimento il canale in cui riversare le proprie inquietudini e lo strumento per realizzare le proprie ambizioni. Manganello e olio di ricino sarebbero apparsi solo più tardi, in coincidenza con le “settimane rosse”, con l’occupazione delle fabbriche, con il caos nei servizi pubblici e con il diffuso sfascismo scatenato dal massimalismo socialista al grido di «facciamo come in Russia». La storia, è vero, non si ripete. Ma tutto autorizza a pensare che la Tav sia solo la punta dell’iceberg e che quello di Torino sia solo il primo tempo del derby tra produttori e il variopinto esercito dei nuovi sfascisti, rivelatisi insuperabili nello spacciare il rancore per riscatto e l’immobilismo per onestà. Al contrario, i produttori o, se preferite, gli antisfascisti, non sono un movimento e men che meno un partito, ma l’incarnazione di una profonda inquietudine alimentata dalla consapevolezza che la posta in palio è la modernità con le sue opportunità e con i suoi rischi. Sono i sopravvissuti del ceto medio azzannato dalla crisi – imprenditori, lavoratori autonomi, dipendenti del privato, partite Iva, non garantiti – che proprio mentre intravedevano un bagliore in fondo al tunnel, hanno avvertito gli scricchiolii sinistri provocati dall’improvvisazione al potere, dalla decrescita irresponsabile, dall’allergia ideologica alle grandi opere, dalla sottovalutazione dei mercati, dal pressappochismo legislativo e dal fanatismo manettaro dei nuovi sfascisti. Di coloro, cioè, che proprio come i massimalisti di un secolo fa ingrassano il ventre della fazione alla faccia della nazione. Il ridicolo, anzi il grottesco, è che ora siano proprio costoro, gli sfascisti, ad essere etichettati come fascisti. E non i trentamila defeliciani della piazza di Torino.

Commenti

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  • brandani43@gmail.com 13 novembre 2018

    Caro Landolfi, mi meraviglio di te che sei stato nel PDL e che scrivi che solo il “Berlusconiano” Mulè ha denunciato le minacce dei 5s alla stampa. Non so se ti serva nominare Berlusconi con lo scopo di rendere il tuo pezzo più interessante ma ti faccio notare che tutti i giornali oggi hanno stigmatizzato il pericolo incombente sulla libertà di stampa. Fai a meno se puoi di menzionare il “Grande” Silvio Berlusconi senza motivo anche perchè, se la Meloni non è diventata matta all’improvviso, il vostro partito si dovrà alleare presto con FI. Amenochè….

  • amerigo.lori@alice.it 13 novembre 2018

    Quando si esauriscono gli argomenti, salta sempre fuori l’antifascismo, senza se e senza ma, anche se i fascisti, nel senso letterale della parola sono ormai cenere…I kompagni non sanno più a quale santo votarsi, annaspano nel liquame dell’antirazzinazifascismo qualunquista, accusando chiunque non sventoli la bandiera con falce e martello: sono diventati lo zimbello dell’Italia e non solo. . .Tutti gli appigli sono buoni: gli scheletrini della Boldrini, spariti da Castelgandolfo come nebbia al sole, hanno preferito la latitanza al “soccorso rosso”, Boschi e Renzi ogni giorno raccontano una bugia, sempre più grande, per coprire quella del giorno prima, siamo al tutti contro tutti e non è finita ancora.

  • avvpaolopieraccini35@gmail.com 13 novembre 2018

    A Mario Landolfi. La sua analisi è essenziale, chiara, ineccepibile.Una perfetta rappresentazione di ciò che sentono oggi gli Italiani.Il proletariato è divenuto precariato,la classe media, alla quale appartengo,è stata violentata, massacrata, schiacciata. Di niente vi è più certezza. Una sola consolazione, nella quale avevo perduto ogni speranza: gli Italiani ci sono! Grazie per quanto ha saputo esprimere.

  • acrabwebtv@gmail.com 13 novembre 2018

    la parola fascismo è usata dalla sinistra per coprire le loro nefandezze. Si accusa per non essere accusati. Non hanno altro modo se non evocare il fascismo…Per quanto mi riguarda non sono fascista, ma, intendo preservare ciò che ho, vita e Italia compresa senza nessun limite di azione da parte mia. Questo è buon senso.Ma loro non sanno di cosa si tratta perchè ne nascono sprovvisti.

  • sergheisantini@alice.it 13 novembre 2018

    Da ex comunisti,il loro impianto mentale non è cambiato,da “internazionalisti” e “terzomondisti” si sono riciclati in “mondialisti” e fan di una società multirazziale e multicolore…….
    Sparito dalle loro menti gloriose il nemico storico, il capitalismo,non gli rimane altro che il Fascismo!!

  • Giuseppe Tolu 12 novembre 2018

    Come si fa ad avvisarli, almeno sapessero cos’è, o cos’era, il fascismo