Pro Vita: “Due uomini non fanno una madre”. E i pubblicitari censurano

Offensivo della «dignità» dei bambini. Con questa motivazione lo Iap, l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria, ha censurato la campagna di Pro Vita contro la pratica dell’utero in affitto, “Due uomini non fanno una madre”, intimando alla Onlus di «desistere» dal portarla avanti. A denunciarlo è stata la stessa Pro Vita, per la quale «torna in mente la massima: quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito».

«Virginia Raggi e Chiara Appendino e lo Iap, si stracciano le vesti per il nostro manifesto, ma nessuno condanna la pratica denunciata attraverso di esso?», hanno chiesto quindi Toni Brandi, presidente di Pro Vita, e Jacopo Coghe, Presidente di Generazione Famiglia, associazioni promotrici del Family Day e ideatrici della campagna. I manifesti sono già stati oggetto di fortissime critiche da parte delle prime cittadine di Torino e Roma, città nella quale per altro sono state decretate, come ricordato da Brandi e Coghe, rimozione e sanzione. «Siamo al grottesco», hanno sottolineato ancora le associazioni pro life, spiegando che «lo Iap, attraverso il presidente del Comitato di controllo, ci ha spiegato che il messaggio con “un bambino seminudo, marchiato sul petto con un codice a barre, con il viso straziato da un pianto disperato”, non rispetta il codice di Autodisciplina della comunicazione commerciale, e si traduce “in un’offesa alla sua dignità, in contrasto con quanto previsto dall’art.10 del Codice”».

«Allo Iap che definisce l’immagine dei nostri cartelloni “violenta e cruda” oltre che “suscettibile di creare un forte turbamento nell’osservatore” ricordiamo che non si può rappresentare la pratica dell’utero se non come una compravendita di bambino, orribilmente privato della madre. Con questa censura siamo al rovesciamento della verità e del diritto», hanno quindi replicato Brandi e Coghe. «L’utero in affitto, la compravendita di bambini, la commercializzazione di gameti rappresentano una pratica barbara e crudele», hanno ribadito i presidenti delle due associazioni pro life, chiarendo che «proprio per questo sarà uno dei principali temi che verranno discussi al Congresso mondiale delle famiglie che stiamo organizzando e che avrà luogo a Verona dal 29 al 31 marzo 2019».