Orrore in pieno giorno, striscia in terra implorando la droga: pusher africani la prendono a calci

Una scena raccapricciante che si è svolta in pieno giorno, sotto lo sguardo scioccato di passanti e commercianti della zona. Una vicenda che testimonia, una volta di più, una recrudescenza del ricorso alla droga e come spaccio indiscriminato – ormai in appalto quasi esclusivo di pusher africani o, più ingenerale, a manovalanza criminale d’importazione – e consumo di sostanze stupefacenti avvengano ormai senza ritegno e senza paura, sotto gli occhi di tutti: laddove nel termine “tutti” vanno inclusi, purtroppo, bambini e adolescenti.

Implora una dose di droga: i pusher africani la prendono a calci

L’episodio, segno del livello di degrado raggiunto nelle nostre città, si svolge ad Arezzo ed è registrata da La Nazione, oltre che rilanciata da il Giornale. Tutto si consuma nel giro di pochi, ma concitati minuti, nei giardini del Porcinai, da troppo terreno di spaccio e teatro di un degrado senza precedenti, dove una donna – in evidente crisi di astinenza da droga – arriva a sdraiarsi per terra, a umiliarsi strisciando e contorcendosi per implorare ai pusher africani che la guardano indifferenti, una singola dose con cui sedare il tormento che la divora. Ma gli spacciatori extracomunitari sono sordi al richiamo dello strazio in cui versa la tossicodipendente, anzi: appaiono da subito infastiditi e non poco, al punto tale da arrivare ad allontanarla bruscamente, anche sferrando calci all’impazzata pur di liberarsi di quel “fastidio”. Un “fastidio”, quello dello spaccio e dei tossici che deambulano incessantemente per quegli anfratti verdi di fronte alla stazione ferroviaria della città, a cui i residenti della zona sono chiamati a sottostare da tempo, rassegnati al fatto che ormai neppure i costanti controlli delle forze dell’ordine, purtroppo, possono in qualche modo fungere da deterrente a spacciatori e acquirenti di morte.

Lei si prostra fino allo stremo: viene umiliata fino all’ultimo

Ma la scena di ieri, con una donna devastata dalla droga che implora i suoi aguzzini di darle un’altra dose di veleno con cui uccidersi lentamente, è stata davvero troppo, anche per chi da tempo avvezzo a situazioni al limite e a drammi estemporanei. E più lei striscia e implora, più i pusher africani s’infastidiscono e la tempestano di calci e insulti, fino a quando è ormai evidente che la donna non se andrà neppure trascinata a forza. E così, prostrata fino allo stremo davanti a due giovani di colore, si rialza: forse si sono messi d’accordo. Forse, per quel pomeriggio, il terrificante spettacolo è finito. Ma per il prossimo?