Meloni distrugge Moody’s: «È la stessa che taroccò i rating americani?»

Giorgia Meloni ha la memoria lunga e all’indomani del declassamento dell’Italia si pone un doveroso interrogativo: «La Moody’s che ha declassato il rating dell’Italia è la stessa Moody’s che ha patteggiato negli Usa il pagamento di 900 milioni di dollari per aver taroccato i rating dei mutui ipotecari e contribuito alla devastante crisi finanziaria del 2008?». E la leader di Fratelli d’Italia si risponde pure: «Un po’ come farsi fare la diagnosi da un falso medico condannato per omicidio». Niente da aggiungere, parlano i fatti, dunque, con la Meloni che fornisce una chiave di lettura “storica” al  declassamento del rating italiano, ponendo forti dubbi sul suo ruolo di autorità imparziale.

Intanto oggi alle 13 si riunisce il consiglio dei ministri per trovare la soluzione sul dl fiscale, al centro delle polemiche tra partner di maggioranza, con le accuse reciproche, tra i vicepremier Di Maio e Salvini. La linea del governo è di minimizzare la “bocciatura” di Moody’s che ha tagliato il rating italiano, portandolo a Baa3 (da Baa2) con outlook stabile.

Da Forza Italia, invece, l’invito al governo è a cambiare la manovra: «La Lega accetti di stralciare l’intero condono piuttosto che renderlo ancora più astruso, ridicolo e pieno di paletti di quanto non sia adesso, altrimenti l’unica cosa che avrà davvero un impatto generale sarà la proroga di 3 anni dei termini di accertamento fiscale verso tutti quelli che non faranno il condono», dice Renato Brunetta, deputato e responsabile del Dipartimento di politica economica di Forza Italia, in una nota. «Cara Lega, se non sei capace di fare la pace fiscale che avevi promesso, cerca almeno di non allungare di tre anni la guerra fiscale per i contribuenti onesti», conclude Brunetta.