“Facebook mi ha negato l’accesso perché mi chiamo Mussolini”

Tu chiamali, se vuoi, algoritmi. O molto più banalmente, deriva delirante (e strabica) del politicamente corretto. Chiamarsi Mussolini sui Social network è proibito. E poco importa se il cognome sia quello registrato all’anagrafe. A documentare la vicenda kafkiana è Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote del Duce, che sui Social network ha provato a registrare una pagina pubblica. Il risultato?

Ma i nomi dei dittatori rossi sono politicamente corretti

«Facebook non mi ha permesso di usare il mio cognome come username della pagina che volevo aprire», spiega il manager di Finmeccanica, 50 anni, un passato da ufficiale di Marina. Il figlio di Guido e nipote di Vittorio ha deciso di aprire una pagina personale. «Incredibilmente – ha denunciato – a causa di alcune strane e bizzare regole di Fb, qualcuno ha deciso che non posso avere un nome utente con il mio (vero) nome perché “contiene parole che non sono consentite su fb”. Per loro, il mio cognome non è permesso su internet». Caio Giulio Cesare ha provato, a titolo sperimentale, a registrarsi con qualche cognome diverso, non meno ingombrante. «Un cognome come Stalin, o Pol Pot, o Lenin è permesso…». A quel punto, a scritto ai “cervelloni” che lavorano per Mark Zuckerberg: «C’è qualcosa che davvero non capisco. Qualcuno del quartier generale di Facebook sarebbe così gentile da darmi qualche chiarimento? Perché Facebook mi sta discriminano?». La risposta dal Social network non è arrivata. Intanto, fa sapere Caio Giulio Cesare Mussolini, «anche per aprire la mia pagina di Fb ho tribolato. Ci ho messo un paio di settimane e mi hanno chiesto copia di un documento».

Rachele Mussolini: “Da Facebook due pesi e due misure”

«Sono indignata e molto amareggiata – commenta la consigliera comunale romana, Rachele Mussolini – per quanto sta continuando ad accadere nei confronti della mia famiglia. L’ennesima riprova del fatto che si viene censurati solo perché ci si chiama Mussolini, come accaduto del resto anche a me quando, a fine luglio, ho commesso l’imperdonabile errore di ricordare con un post mio nonno Benito in occasione del suo compleanno. Voleva essere soltanto un modo come un altro per dimostrargli il mio affetto e per festeggiare, da nipote, un giorno speciale. Ma facebook non ha gradito, ha cancellato il mio post e mi ha anche bloccato il profilo».

Rachele Mussolini, consigliere comunale capitolina

Rachele Mussolini, consigliere comunale capitolina

Rachele: “Facebook censura anche il compleanno del nonno”

«Il cognome Mussolini, secondo la polizia di pensiero messa in piedi dal social network di Zuckerberg, è una parola non consentita. Peccato, però, che la stessa regola non valga per Lenin, Stalin o Pol Pot. Forse qualcuno dovrebbe spiegarci, una volta per tutte, perché vengono adottati due pesi e due misure. Soprattutto considerato che, così facendo, Facebook è tutt’altro che politically correct e si rivela assolutamente dannoso per la democrazia», conclude Rachele Mussolini.