Desirée, preso gambiano con permesso umanitario scaduto e 11 kg. di droga

E’ stato catturato in una tendopoli di Borgo Mezzanotte nel Foggiano – è un gambiano trentaquattrenne con permesso umanitario scaduto di nome Yousef Salia – il quarto uomo del branco ritenuto responsabile della morte di Desirée Mariottini, la ragazzina di 16 anni morta la scorsa settimana dopo essere stata drogata e ripetutamente violentata in un edificio abbandonato di via dei Lucani nel quartiere San Lorenzo a Roma di proprietà di una società di Valerio Veltroni, fratello di Walter. Salia era fuggito da Roma dopo l’omicidio di Desirée e sperava di riuscire a eludere le ricerche degli investigatori che lo stavano cercando.
La tendopoli dove è stato bloccato Salia, che aveva 11 chilogrammi di droga nella baracca dove è stato bloccato assieme a una pistola giocattolo e a un permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciato dalla Questura di Napoli nel 2012 e scaduto a gennaio del 2014, si trova fra Foggia e Cerignola, è stata soprannominata «Ghetto Ghana» – perfino Google maps la identifica così – vi vivono centinaia di braccianti immigrati delle campagne pugliesi ed è già salita agli onori delle cronache perché all’inizio di questo mese gli agenti di polizia intervenuti vennero selvaggiamente picchiati da alcuni extracomunitari. Insomma una sorta di territorio di nessuno,  non lontano dal centro di accoglienza, gestito da Medici con l’Africa Cuamm, una tra le maggiori organizzazioni non governative sanitarie italiane per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane.
Salia era stato sorpreso dagli agenti proprio nel quartiere San Lorenzo il 27 marzo scorso e accompagnato dal personale del commissariato di San Lorenzo all’ufficio immigrazione della questura di Roma per l’identificazione, dopo essere stato trovato con un permesso di soggiorno per motivi umanitari scaduto nel 2014.
In quell’occasione Salia era stato poi invitato a recarsi all’ufficio immigrazione della questura di Napoli, che nel 2012 gli aveva rilasciato il permesso poi scaduto, per regolarizzare la sua posizione.

Commenta Matteo Salvini con un tweet: «Catturato a Foggia il quarto verme che avrebbe stuprato e portato alla morte Desirée. Si tratta (guarda caso) di un immigrato clandestino. Per lui, come per gli altri tre – assicura il ministro dell’Internocarcere duro e a casa!!! Ringrazio la Procura e le Forze dell’Ordine per la rapidità e l’efficacia dell’intervento. Altro che “baci e amore”, certi problemi irrisolti da anni si risolvono con la Legge e con la Ruspa».

Gli uomini della Squadra Mobile e del commissariato San Lorenzo che si stanno occupando delle indagini avevano già fermato, per la morte della giovane di Cisterna di Latinatre immigrati irregolari accusati di omicidio volontario, violenza sessuale di gruppo e cessione di stupefacenti.
Gli investigatori sono riusciti a stringere il cerchio attorno al branco che ha assassinato Desirée dopo aver ascoltato a lungo, in Questura ancora ieri, fino a tarda sera, alcune persone informate dei fatti che hanno indirizzato le indagini verso i quattro ora fermati: oltre a Yousef, anche Gara Mamadou, 26 anni e Minteh Brian, 43 anni, entrambi senegalesi, e Alinno Chima, nigeriano di 46 anni, tutti con precedenti specifici per spaccio di droga.

I pm romani che coordinano le indagini non sembrano avere dubbi su come sarebbero andate le cose. Secondo i magistrati della Procura di Roma, infatti, gli immigrati avrebbero fatto assumere a Desirée un cocktail micidiale di eroina, metadone e altre sostanze dei cui esiti letali i pusher erano perfettamente coscienti.