Desiree come Pamela. L’autopsia conferma: è stata drogata e stuprata

L’autopsia ha confermato il sospetto peggiore: Desirée Mariottini è stata drogata e violentata. La 16enne di Cisterna Latina, trovata morta venerdì scorso in uno stabile occupato da extracomunitari, nel quartiere romano di San Lorenzo, non ha avuto un malore. Più persone (nello stabile occupato vivono immigrati arabi e africani) hanno abusato di lei, prima della morte.

Droga nel sangue, segni di violenza di gruppo sul corpo

Le tracce di droga nel sangue e i segni chiari di uno stupro di gruppo lasciano pochi dubbi. E mentre gli investigatori mantengono il massimo riserbo, nel corso di una trasmissione della Rai è stata raccolta la testimonianza di un senegalese che avrebbe assistito alla violenza. «Nell’edificio erano presenti arabi e africani». L’ipotesi che sta prendendo piede in queste ore è che la ragazzina possa essere stata attirata in una trappola, poi drogata, violentata e successivamente sia morta per le sevizie o per l’effetto degli stupefacenti. Un caso che sembra avere parecchie analogie con la morte efferata e tragica di Pamela Mastropietro.

La testimonianza di un senegalese: “Così è morta Desiree”

Un ragazzo senegalese ha raccontato ai reporter di Raiuno di essere arrivato «lì tra mezzanotte o mezzanotte e mezza sono entrato e c’era una ragazza che urlava. Ho guardato quella che urlava e c’era un’altra ragazza a letto: le avevano messo una coperta fino alla testa ma si vedeva la testa. Non lo so se respirava ma sembrava già morta, perché l’altra ragazza urlava e diceva che era morta». Nello stabile di via dei Lucani secondo il giovane senegalese «c’erano africani e arabi: un po’ di gente sette persone o sei. L’altra ragazza era italiana: penso pure fosse romana, parlava romano. Urlava che l’hanno violentata, poi lei ha anche preso qualche droga perché lì si vende la droga. È stata drogata perché aveva sedici anni. Da quello che diceva lei sono stati tre sicuramente o quattro». Gli agenti del commissariato di San Lorenzo non escludono alcuna pista, valutando anche quella del furto di un tablet subito dalla 16enne che l’avrebbe spinta fino in quel posto per recuperarlo. Un posto che si è rivelato una trappola mortale.