Salvini all’attacco: contro il dl sicurezza solo sinistra militante e partigiani

«Altro che Italia più sicura! Il decreto anti-migranti approvato dal Consiglio dei ministri aumenterà il numero di clandestini perché limita enormemente il diritto di asilo; fa apparire il migrante come tale “diverso” e pericoloso riducendo così la gigantesca questione sociale dell’immigrazione ad un problema di ordine pubblico». Insomma, scomoda tutti i cliché della vecchia sinistra militante, Carla Nespolo, presidente dell’Anpi, che in una nota diramata contro il decreto sicurezza di Salvini, più che dare voce a concrete preoccupazioni, dà sfogo al vittimismo tipico di un certo politically correct di stampo rigorosamente dem, a quei logori, ma sempreverdi, cavalli di battaglia di giornalisti e sindacalisti di sinistra, portabandiera di un mondo in dissolvenza che il verdetto elettorale ha indotto all’auto-analisi, senza riuscire però ad ottenere la pratica dell’esercizio dell’autocritica.

Decreto sicurezza, la nota dell’Anpi:«Introduce l’apartheid giuridico»

Così, a testa bassa e pronta a sfondare il muro delle argomentazioni giuridiche, politiche e sociali mosse dai sostenitori del dl appena presentato, per la presidente dell’Anpi resta il fatto che il decreto «introduce una sorta di apartheid giuridico per i richiedenti asilo i quali, se condannati in primo grado, si vedranno negare tale richiesta, mentre le leggi e la Costituzione sanciscono il principio di non colpevolezza finché la sentenza non è definitiva». Un’annotazione seguita da un classico e ineludibile richiamo all’ordine deontologico sul «tema più importante da affrontare oggi: l’integrazione dei migranti nella vita quotidiana della società italiana», e seguito dal più canonico e imprescindibile degli allarmi sociali: quello avvalorato dal timore che provvedimenti come questi accrescano «paure e xenofobie» e incentivino «comportamenti razzistici e discriminatori» contro gli stranieri.

Salvini all’attacco: solo la sinistra contro il decreto sicurezza

Per rispondere a tutto ciò sarebbe bastato il semplice tweet postato sul web da Matteo Salvini, che sul suo account, all’indomani del via libera del Consiglio dei ministri al dl sicurezza, si è limitato semplicemente a ribadire che «con il decreto, stop a furbetti e finti profughi, più sicurezza e più giustizia. Mi sembra solo buonsenso». Ma pare non sia bastato e così, sottolineando l’inconsistenza e parzialità delle critiche mosse al dl di cui è primo firmatario, solo poco fa Salvini ha rimarcato: «Sindaci, assessori, ex ministri e parlamentari di sinistra, sindacalisti e giornalisti di sinistra, partigiani e associazioni di sinistra, le uniche voci contro il Decreto Sicurezza e Immigrazione sono le loro. Forse preferivano continuare a spendere 5 miliardi all’anno per mantenere un esercito di finti profughi, ma la musica è cambiata», aggiungendo poi a stretto giro: «Accoglienza piena per i profughi veri, nessuna tolleranza con furbetti e delinquenti che prima chiedono asilo, poi spacciano e rubano. Io tiro dritto e sto lavorando anche adesso per aumentare rimpatri ed espulsioni». E la tempesta scatenata dall’Anpi finisce in un bicchier d’acqua…