La Russa sulla mini-naja: il Pd l’ha boicottata, ora il governo la rifinanzi

Ignazio La Russa, senatore di Fratelli d’Italia ed ex ministro della Difesa, ha annunciato in una conferenza stampa il suo nuovo progetto di legge sulla cosiddetta mini-naja. L’argomento è di estrema attualità, e proprio oggi Forza Italia ha presentato un’altra proposta di legge, e l’estate scorsa si è persino parlato di leva obbligatoria. La Russa ha detto che l’attuale incontro nasce dall’esigenza di sottolineare che il dibattito in corso sulla cosiddetta mini-naja deve partire necessariamente dalla conoscenza del fatto che esiste già una legge dello Stato (che porta il suo nome, ndr) che istituisce la mini-naja che ha come natura la durata di tre settimane ma che il precedenti governi Pd non hanno più finanziato, ovviamente in una logica politico-ideologica. Pertanto la prima richiesta è che questo governo con la prossima legge finanziaria rifinanzi questa legge anche con pochi milioni di euro per consentire che tutti i giovani che desiderano vivere per tre settimane la vita delle forze armate, ossia servire la patria e avere una adeguata formazione culturale e civica. “La mia esperienza – ha detto La Russa – è che questa legge ha dato ottimi frutti. Come Fratelli d’Italia ora presenteremo una nuova proposta di legge che prevede 40 giorni, proprio come il vecchio Car, di servizio volontario nelle forze armate”. In questi 40 giorni, ha proseguito l’ex ministro della Difesa, si conseguirebbe tutta una serie di benefit che servirebbero come punteggio per i ragazzi sia per la maturità oppure successivamte nello svolgimento dei corsi universitari e anche come punteggio nei concorsi pubblici, nessuno escluso. Oggi, come è noto, la mini-naja non prevede benefici di alcun genere. La Russa ha poi ribadito la propria contrarietà alla leva obbligatoria, pronunciandosi piuttosto per la formazione di un esercito professionale su base volontaria. Strada giusta, tanto è vero che oggi – ha proseguito La Russa – il nostro esercito è uno dei migliori del mondo, perché i nostri ragazzi sono motivati e di conseguenza preparati. Il completamento della mini-naja consentirebbe anche l’adesione automatica a tutte le associazioni d’arma. La Russa, poi, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha ribadito che le forze armate possono far conoscere meglio ai giovani i valori morali che le animano, il senso del dovere, l’amore per la patria, ma i giovani, dice l’ex ministro, devono arrivare già formati a questi valori dalla famiglia e dalla scuola. Come lo stesso La Russa ha accennato, poi, sempre oggi Forza Italia ha presentato una proposta di legge per avviare percorsi formativi di sei mesi in ambito militare rivolti a cittadini italiani di età compresa tra i 18 e i 22 anni di età. Si tratta di “un segno di interesse alla libertà di scelta per i giovani e per destare sia il loro senso di appartenenza alla Repubblica sia l’importanza della difesa del Paese – ha spiegato il deputato Matteo Perego – . Il modo migliore per formare una classe dirigente per il futuro che non stia a casa ad aspettare sul divano il reddito di cittadinanza ma si impegni al servizio del Paese”.