Ad Atreju 2018 arriva l’artefice della vittoria di Trump: Steve Bannon

L’annuncio ufficiale l’ha voluto dare personalmente la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, con comprensibile fierezza: “Steve Bannon sarà tra gli illustri ospiti di Atreju, lui punta a fare una rete dei movimenti sovranisti europei, noi scioglieremo il nodo della nostra adesione a The Movement, il movimento sovranista che vuole fondare”, ha detto intervistata da SkyTg24. Popoli contro élite, identità contro finanza, sovranità contro tecnocrazia, è Europa contro Europa, lo slogan e il tema scelti per la ventunesima edizione di Atreju, in programma domani, sabato e domenica a Roma, nella cornice dell’Isola Tiberina. E questo di Steve Bannon è certamente un grande colpo per Fratelli d’Italia. Bannon è in questo momento uno dei maître à penser più influenti non solo degli Usa ma anche d’Europa. Sabato alle 18 il giornalista e scrittore Alessandro Giuli intervisterà Bannon, che, con il suo The Movement, rappresenta una tra le personalità più interessanti del panorama internazionale.

Bannon servì il suo Paese nella Us Navy

Ma chi è Bannon? Virginiano di Norfolk, dove c’è la base navale militare più grande del mondo, dove Bannon è nato nel 1953, è un politico, un giornalista, ma anche produttore, sceneggiatore e regista cinematografico nonché autore di vari best seller. Di famiglia irlandese, cattolica – e democratica! -, Bannon è plurilaureato in architettura, sicurezza nazionale, oltre a prestigiosi master in campo economico. Per alcuni anni è stato ufficiale di Marina, prestando servizio su cacciatorpediniere della Us Navy. Impegnatosi nel giornalismo politico, Bannon è diventato famoso per essere stato lo stratega vincente della campagna elettorale – vittoriosa – di Donald Trump, ma anche per essere stato il fondatore del movimento culturale Alt-right, (destra alternativa), la piattaforma social di una certa destra americana contraria al politically correct e ai reazionari Gop. Bannon è inoltre l’animatore di Breitbart News, sito di destra americano molto noto negli States e vera voce del trumpismo. Breitbart news sta per sbarcare in Italia, nell’ottica di esportare in Europa la visione di Alt-right sempre più condivisa da molti cittadini del Vecchio Continente anche in vista degli importanti appuntamenti politico-elettorali della prossima Primavera.

Bannon ad Atreju per illustrare la strategia populista

Bannon insomma verrà dagli Stati Uniti per partecipare ad Atreju dove illustrerà la strategia vincente e analizzerà le dinamiche sociali e politiche che in questo nesi stanno cambiando profondamente l’Europa: Bannon è stato capace di individuare e canalizzare la sacrosanta rabbia dei cittadini contro l’establishment e la sinistra ipocrita e ossessionata dal politicamente corretto ma, quello che rappresenta la novità del Bannon-pensiero, la sua proteta è diretta tanti agli elettori di destra quanto a quelli di sinistra. Dopo la sua rottura con The Donald, Bannon è tornato al suo impegno con Breitbart e la Alt-Right, individuando i movimenti europei che usciranno vincenti da questa crisi economica-sociale: e uno di questi, guarda caso, è proprio Fratelli d’Italia. Ora Bannon è impegnato con il pensatoio  The Movement, la fondazione anti-Soros che vuole riunire sotto un’unica bandiera le forze anti-burocratiche, sovraniste e populiste europee. In questo ultimi due anni, ovviamente, Bannon è stato attaccato, dileggiato, denigrato, insultato dai media politicamente corretti di mezzo mondo: Repubblica per lui ha scelto il troppo facile appellativo di guru nero. Peccato però che nessun americano possa essere accusato di fascismo. Bannon vuole coordinare tutte le destre europee, dalla Le Pen a Orban, da Meloni a Salvini, per irrompere nel parlamento di Strasburgo. E di questo hanno paura i teoreti del vecchio sistema partitocratico.

Bannon confessò di aver studiato Julius Evola

Bannon insomma in questo periodo è ultrapresente in Europa: ha incontrato molti leader politici europei, ha parlato al congresso nazionale del Front National di Marine Le Pen a Lille, ha assistito alla proiezione del film American Dharma al Festival di Venezia. In Italia cominciammo ad accorgerci di lui quando si seppe che era l’efficiente spin-doctor della campagna di Trump, e aumentammo la nostra attenzione per lui quando confessò di essersi formato sui libri di Julius Evola, il filosofo italiano oggetto di una delle più clamorose demonizzazioni del secolo scorso. Nei decenni scorsi ognuno delle decine di libri di Evola usciva nel più totale silenzio della critica e dei giornali. E ha venduto lo stesso centinaia di migliaia di copie. Solo ora probabilmente il filosofo di riferimento per diverse generazioni di italiani esce dal silenzio. Ma c’è voluto Donald Trump per riportarlo sui giornali. Dopo la rivincita di Evola, ora l’Internazionale populista di Bannon aiuterà i popoli europei a a riconquistare la sovranità dei propri Paesi.