La nave Diciotti a Catania ma Salvini ferma lo sbarco: sulle quote la Ue ci prende in giro

Ha fatto ingresso nel porto di Catania nella tarda serata di lunedì la nave Diciotti della Guardia costiera con a bordo 177 migranti rimasti in rada a Lampedusa per cinque giorni. Dopo i numerosi appelli anche al capo dello Stato Sergio Mattarella perché intervenisse per superare il braccio di ferro tra Italia e Malta, nel pomeriggio di ieri la situazione si è sbloccata e l’imbarcazione ha fatto rotta verso la Sicilia. Ma lo sbarco viene ancora negato dal Viminale e Matteo Salvini appare infuriato per il mancato rispetto delle quote da parte dell’Ue.

Ovviamente sinistra e associazioni umanitarie hanno ripreso ad attaccare il governo accusandolo di essere disumano e chiedono a gran voce che venga consentito lo sbarco dei migranti a bordo della Diciotti.  Queste le associazioni che hanno firmato l’appello: Lila, Femministorie, I Siciliani giovani, Orione, Welcome to Europe, COPE, Restiamo Umani, Rete Antirazzista catanese, Cobas, Catania Bene Comune, Comitato No Muos-No Sigonella, la città felice, Ragna-tela, Sunia Catania, Emergency gruppo territoriale di Catania.

“Prima di chiedere lo sbarco dalla Diciotti, forse sarebbe meglio alzare il telefono e chiedere spiegazioni a Bruxelles e agli altri governi europei”. Così replica Salvini e aggiunge:  ”Cronache dall’Europa che non c’è – dice Salvini – a proposito dei 450 immigrati sbarcati a luglio a Pozzallo, e che dovevano essere ripartiti tra gli altri paesi europei solo la Francia ha mantenuto l’impegno, accogliendone 47 sui 50 promessi (tre cittadini stranieri sono ricoverati in ospedali e in attesa di trasferimento). La Germania aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. Il Portogallo aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. La Spagna aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. L’Irlanda aveva accettato di accoglierne 20: ne ha presi zero. Malta aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero”. “Sostanzialmente, tutti cercano di guadagnare tempo. Imponendo all’Italia i costi per i trasferimenti (500 euro a persona). In tutto questo, siamo in attesa di capire se l’Europa – sottolinea il ministro – così solerte nel sanzionare e bacchettare il nostro Paese, si degnerà di aprire un’inchiesta nei confronti de La Valletta, dopo i racconti di alcuni immigrati trasportati a Lampedusa e che hanno raccontato di essere stati intercettati dai maltesi, indirizzati e accompagnati verso l’Italia e poi abbandonati in mezzo al mare e in condizioni di pericolo”.

Parole durissime contro l’inerzia dell’Europa e che sono state così commentate da un portavoce della Commissione europea, Alexander Wintersterin: “Gli sforzi” per redistribuire fra i vari Paesi europei i 177 migranti che si trovano a bordo della nave Diciotti, secondo le richieste dell’Italia, sono in corso, il nostro focus è di lavorare per trovare una soluzione a questa situazione concreta”.