Trapani, la polizia a bordo della nave Diciotti, manette ai facinorosi?

Finisce in manette l’avventura degli immigrati facinorosi che hanno minacciato l’equipaggio della Vos Thalassa, il rimorchiatore in servizio alle piattaforme marine petrolifere della Total che ha salvato 67 extracomunitari di fronte alle coste libiche? Gli agenti di polizia sono saliti a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera italiana che era stata costretta a intervenire velocemente dopo l’allarme lanciato dal comandante della Vos Thalassa battente bandiera italiana per le gravi minacce e intimidazioni perpetrate da alcuni immigrati contro l’equipaggio che dirigeva verso la Libia.
intervenuta.

La Cp941 Ubaldo Diciotti, che stava facendo rotta verso il porto di Trapani e che avrebbe dovuto attraccare in serata è stata raggiunta da personale di polizia e da uomini della capitaneria di Porto intervenuti, per raccogliere elementi da riferire all’autorità giudiziaria, dopo le parole del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «Se su quella nave c’è gente che ha minacciato ed aggredito non saranno persone che finiranno in albergo ma in galera: quindi non darò autorizzazione allo sbarco fino a che non avrò garanzia che delinquenti, perché non sono profughi, che hanno dirottato una nave con violenza, finiscano per qualche tempo in galera e poi riportati nel loro paese».

L’operazione per attuare controlli degli immigrati e la loro identificazione è stata condotta quando ancora la nave non aveva attraccato al porto di Trapani e l’approdo è stato posticipato. la posizione del Viminale non cambia e la nave potrebbe alla fine sbarcare a Trapani domani mattina.

E’ compatta la posizione del governo da questo punto di vista: Salvini si è visto stamattina con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per fare il punto sulla situazione immigrazione prima che il titolare del Viminale raggiungesse Innsbruck dove stasera è previsto l’incontro con i colleghi europei, e hanno confermato entrambi che non c’è dissonanza sulla strategia da adottare per gestire i flussi migratori che l’Italia è stata costretta a fronteggiare quasi in piena solitudine. Così come non c’è dissonanza sul caso Von Thalassa. Anche il ministro della Difesa, Trenta e quello degli Esteri, Moavero, hanno confermato che la posizione del governo è univoca.

«Prima di concedere qualsiasi autorizzazione – aveva avvertito Salvini – attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori, che dovranno scendere dalla nave Diciotti in manette».