Mimavano il gesto del taglio alla gola, ma la Procura nega l’arresto dei rivoltosi

Aveva davvero torto Matteo Salvini nel chiedere che prima di far sbarcare tutti i migranti dalla nave Diciotti si individuassero i responsabili dei reati commessi domenica a bordo della Vos Thalassa? No, perché se è vero che non spetta a lui decidere a chi mettere le manette, spetta a lui tutelare la sicurezza sul territorio e lasciare liberi migranti che secondo i racconti hanno accerchiato e spintonato comandante ed equipaggio della Vos Thalassa mimando il gesto del taglio alla gola non è proprio il massimo della prudenza.

Ma la procura di Trapani, evidentemente per “restare umana”, ha stabilito che non erano necessari gli arresti per i due migranti considerati i responsabili della rivolta di domenica sul rimorchiatore Vos Thalassa. In pratica cosa è accaduto? Quando i migranti si sono accorti che la nave Vos Thalassa, della compagnia Vroon di Breda ma con equipaggio italiano, faceva rotta verso Tripoli (l’area di mare in cui i migranti sono stati salvati è quella di cui è responsabile la Libia)   è scattata la rivolta. “Il personale è stato circondato e spintonato e alcuni hanno mimato il gesto del taglio alla gola”, racconta il responsabile legale della Vroon. Del resto l’SOS partito dalla nave Vos Thalassa dice tutto: “La situazione sta degenerando, le persone danno segni di agitazione. I migranti hanno accerchiato l’ufficiale chiedendo spiegazioni e manifestando un forte disappunto, spintonando lo stesso e minacciandolo”.

Sulla Diciotti per capire come erano andate le cose è salita la polizia che, nelle informative alla Procura, ipotizza il reato di “impossessamento della nave” e di violenza privata aggravata e in concorso. Arrestare i due responsabili, il sudanese Ibrahim Bushara e il ganese Hamid Ibrahim, sarebbe stato fare un favore a Salvini? Forse sì, e forse per questo l’arresto non è arrivato. Ma Salvini insiste, mentre l’Anm chiede che la magistratura possa fare in pace il proprio lavoro di indagine, e assicura che andrà fino in fondo finché qualcuno non verrà assicurato alla giustizia.