Migranti e tensioni Ue, parla Tajani: «Va riformato il trattato di Dublino»

Nella Ue volano gli stracci: alle tensioni tra Francia e Italia, divise come non mai sul tema dell’immigrazione, si aggiungono anche le fibrillazioni che da settimane tengono in ansia Angela Merkel, ormai apertamente contestata dal suo ministro dell’Interno, il bavarese Seehofer. Con la Gran Bretagna fuori per effetto della Brexit e con Italia, Francia e Germania ai limiti dell’incomunicabilità, è in bilico il concetto stesso di unione europea. Non è un caso, quindi, che sul tema dei migranti intervenga Antonio Tajani, presidente del Parlamento di Strasburgo nonché voce moderata di Forza Italia: «Basta litigi tra Stati membri. La soluzione al problema dei migranti va trovata nella riforma di Dublino, per la quale una proposta seria per proteggere le frontiere esterne è stata fatta dal Parlamento Ue».

Tajani: «Censire le Ong»

Tajani depotenzia anche il vertice ad hoc fissato per domenica a Bruxelles, dilatatosi fino a comprendere la presenza di 13 Stati in luogo dei sei inizialmente previsti: «È una riunione informale», minimizza il presidente. Infatti, il Consiglio europeo si svolgerà giovedì e venerdì e in quella sede Tajani lancerà un appello a non perdere ulteriore tempo.  Nel frattempo, lascia cadere qualche proposta nell’infuocata polemica politica di queste ore, a cominciare dal ruolo delle Ong. «Solo se provviste di autorizzazione europea e con personale “qualificato” a bordo potranno procedere a salvataggi in mare», annuncia Tajani, per poi aggiungere: «Non si può tollerare che le Ong facciano mercato degli immigrati. Non possono essere traghetti che portano le persone dall’Africa all’Europa. I flussi migratori – è la sua conclusione – bisogna fermarli, non incentivarli».

E su Salvini: «Si sieda al tavolo, parlare non basta»

Precedentemente, dai microfoni di Radio anch’io, su RaiUno, il presidente dell’Europarlamento  ha usato parole agrodolci per commentare l’attivismo di Matteo Salvini: «Sui migranti – sottolinea Tajani – sta cercando di dire che l’Italia deve contare di più, ma per farlo deve essere seduto al tavolo, non basta dirlo. I fenomeni migratori non si possono gestire a livello nazionale». Infine, una riflessione sulla delegittimazione dell’Europa presso l’opinione pubblica: «C’è una tendenza italiana – argomenta Tajani – a cavalcare il malcontento italiano dicendo che è colpa dell’Ue».