Il pressing dell’Onu su Italia e Malta: «Mettetevi d’accordo». E l’Ue si accoda

Cresce la tensione diplomatica tra Italia e Malta sul caso Aquarius. La decisione sul porto d’approdo dell’imbarcazione con oltre 600 immigrati non può aspettare e l’Onu torna a fare pressing sui due paesi. L’agenzia per i rifugiati politici (Unhcr) delle Nazioni Unite ha rivolto un pressante appello a Italia e Malta perché mettano da parte i contrasti e consentano lo sbarco della Aquarius. «È un imperativo umanitario, le persone sono in difficoltà, stanno esaurendo le scorte e hanno bisogno rapidamente di aiuto», dice Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale.

Il pressing dell’Onu e dell’Ue su Italia e Malta

Stesso invito, che equivale a non affrontare il problema generale e scarica di fatto sull’Italia il problema degli sbarchi, arriva anche dalla Ue: «C’è prima l’imperativo umanitario, stiamo parlando di persone. Rivolgiamo un appello affinché le persone siano sbarcate velocemente e ricevano le cure del caso», è l’appello di Margaritis Schinas, portavoce della Commissione europea. Per l’Ue l’unica cosa che conta è che si trovi una una soluzione e la Commissione cercherà di favorire usando tutti i “mezzi diplomatici” a sua disposizione. Anche Angela Merkel entra in campo con un appello generico a «tutte le parti» di rispettare i loro doveri umanitari. Per ora l’Aquarius resta in stand by a 27 miglia da Malta e a 35 dalle coste siciliane, il premier maltese Joseph Muscat ha ribadito che non accoglierà i 629 profughi: «La Valletta sta agendo in conformità con i suoi obblighi internazionali». Da Roma il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, cui spetta la decisione del blocco navale, si dice ancora in attesa di una risposta ufficiale da Malta invitandola a prendersi le sue responsabilità visto che la Valletta è il porto più vicino e sicuro per svolgere le operazioni di sbarco.