Domani alla Camera il fumetto sul “Rogo di Primavalle”. Il ricordo di Valentino

Stefano e Virgilio Mattei avevano 10 e 22 anni quando, la notte del 16 aprile 1973, morirono assassinati nel rogo della loro casa, un piccolo appartamento nel popolare quartiere romano di Primavalle. Il fuoco era stato appiccato dai militanti di Potere operaio Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo, che vollero colpire il padre Mario, segretario della sezione locale del Msi. A 45 anni di distanza una graphic novel edita da Ferrogallico ripercorre le vicende umane, politiche e giudiziarie connesse a questo delitto sconvolgente, che però si giovò di coperture altolocate e sciaguratissime: non a caso il fumetto si intitola Il rogo di Primavalle. L’omicidio politicamente corretto dei fratelli Mattei. A presentarlo, domani alla sala stampa della Camera, saranno l’autrice, la nostra collega Annamaria Gravino, e la sorella delle vittime, Antonella Mattei. Porteranno un saluto vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, e il deputato di FdI, Carlo Fidanza.

Nel volume a fumetti un ricordo inedito di quegli anni è offerto da Giuseppe Valentino, oggi presidente della Fondazione An e allora giovane avvocato missino che fu parte del collegio difensivo dei Mattei. Si tratta di una ricostruzione dolente e insieme puntualissima del clima in cui maturò quell’omicidio e di quegli anni che «erano difficili» e durante i quali «essere “fascisti” lo era ancora di più». «”Peppino, hanno ammazzato due figli di Mario… di Mario Mattei, il segretario di Primavalle”: rimarrà sempre nella mia mente la voce tremante di Michele Marchio che, singhiozzando tutta la sua disperazione in quella mattina dell’aprile del ’73, mi comunicava che Virgilio e Stefano Mattei erano stati uccisi», ricorda Valentino, raccontando ancora che «le immagini di quella alba, di quella umile palazzina, della fuliggine tutt’intorno alla finestra distrutta dalle fiamme e del lenzuolo bianco adagiato sulla testa di Virgilio, il figlio maggiore morto per aver tentato in ogni modo di salvare dal rogo il piccolo Stefano, quelle immagini così crude, così orribilmente atroci resteranno scolpite nella mia memoria per sempre». 

«Niente poteva giustificare un crimine così efferato: gli antagonismi politici e le violenze erano, purtroppo, una costante in quegli anni in cui antiche tensioni non si erano ancora sopite. Ma l’organizzazione di un atto così devastante, le cui conseguenze dovevano essere previste, un gesto finalizzato ad uccidere innocenti andava ben oltre le contrapposizioni: era un crimine ignobile, commesso da gente accecata dall’odio e disposta in nome di una contorta visione della vita ad agire senza alcuna pietà», si legge ancora nella prefazione di Valentino, che amaramente ricorda come «per il rogo di Primavalle i responsabili non hanno mai pagato. Ci fu persino una campagna giustificazionista». Così «giustizia non fu mai fatta». In fondo, conclude il presidente della Fondazione An, Stefano e Virgilio Mattei «erano soltanto i “figli dei vinti”».