Giuseppe Conte: «Populisti? Lo siamo, se questo significa ascoltare la gente»

Populisti? Lo siamo: Giuseppe Conte, a chi ha una certa cultura politica e sicuramente senza volerlo, ha rammentato, in uno dei passaggi più importanti del suo discorso, la inarrivabile capacità dialettica di Giorgio Almirante. Giusto un flash. Lui, Conte, nella stesura dell’intervento non ci avrà neppure badato. Non ne aveva alcun motivo. Ma, noi si. Noi che quella particolare sensibilità l’abbiamo sentita sin da ragazzi sulla nostra pelle, non possiamo negare di aver avuto un sussulto, di aver provato una piccola emozione. Proprio quando, in quello che è stato -e non solo per noi- uno dei passaggi più significativi del suo intervento al Senato, il neo-premier ha ogogliosamente rivendicato per sé e per la maggioranza che lo sostiene il termine “populisti“. “A quelli che ci accusano di essere populisti -ha puntualizzato- diciamo che, se questo significa ascoltare la gente, noi lo siamo!“. Ecco, è stato in quel preciso istante che la mente è volata a ritroso agganciando il ricordo di quell’Almirante che orgogliosamente rivendicava ovunque il suo credo e le sue radici. Certo, sappiamo benissimo che il professor Conte non è né mai sarà Almirante. Magari lo scopriremo pure antitetico. E comunque dovrebbe masticarne e studiarne per avvicinarsi al livello di quell’autentico fenomeno della nostra storia politica. Ma ciò non toglie che in quel passaggio, così determinato, ce lo abbia richiamato. Ci abbia ricordato quelle piazze di tutta Italia, gremite all’inverosimile, e quel leader della Fiamma tricolore che rivendicava e non abiurava: “..Se fascismo significa essere fieri e onesti figli di questa nostra Patria allora si, allora noi missini siamo fascisti..!” Ecco, per un attimo, in quel suo passaggio polemico, Giuseppe Conte ce lo ha riportato alla mente. Non sarà tanto. Né potrebbe bastare per un giudizio complessivo sul nuovo governo che è la da venire. Ma non è neppure poco.