Sharia in ospedale, velo in corsia? Eccessi di politically correct: parola di islamica…

domenica 6 maggio 13:16 - di Ginevra Sorrentino

Ma davvero la cura delle donne islamiche deve osservare la sharia e passare per i precetti imposti da predicatori e moschee? Ma sul serio, una donna di fede coranica in preda a dolori o disfunzioni aspetterebbe l’ok dell’imam per farsi curare o eventualmente operare? E nel rapporto medico-paziente chi, anche tra le donne musulmane, guarda prima alla provenienza bio dei materiali – che per l’Islam significa, per esempio, escludere a priori e rigorosamente il ricorso a materiale di derivazione suina – o se la dottoressa di turno indossi o meno il velo, piuttosto che alla validità di mezzi e professionisti in campo? Da quando è esploso il caso di Lodi, il dibattito è aperto: ma a ridefinirne contorni e linee guida, smentendo condizionamenti ideologicico-identitari oscurantisti in corsia, sarebbero proprio le donne islamiche, pronte a spiegare tutto con un eccesso di buonismo politically correct. Ecco chi sono e perché lo dicono.

Sharia in ospedale e dottoresse col velo?

Non per niente, l’edizione online odierna de il Giornale, dedica al caso esploso nei giorni scorsi a Lodi a seguito delle dichiarazioni rilasciate da un primario secondo cui sarebbe stato al vaglio dell’azienda ospedaliera per cui il medico lavora un protocollo ad hoc per le donne musulmane – iniziativa smentita dalla stessa azienda ospedaliera che ha ridimensionato il tutto parlando solo di ricorso a una certa “sensibilità” nei casi specifici – sono proprio tre donne musulmane, Maryan Ismail, Rania Ibrahim e Katwar Barghout, a spiegare che idee si sono fatte della «sharia negli ospedali»: il frutto di un eccesso di buonismo, non richiesto peraltro. Come riferiscono le tre donne islamiche interpellate dal quotidiano di Milano, infatti, per Maryan Ismail, antropologa italo-somala, «il punto non è tanto il bio-materiale, che si può rigettare anche per allergie o altri problemi, il punto è che si sia pensato a un percorso speciale, per esempio con un team al femminile. E se qualcuno non volesse medici africani, o cinesi o musulmani? È la professionalità che deve stare al centro, non altro, la pericolosità sta in questo».

La risposta (e la smentita) di 3 donne islamiche

Così come, a detta di Katwar Barghout, musulmana di origini marocchine, «Questi – avverte – sono i primi sintomi di ideologia e non vanno sottovalutati. Sono cose che non stanno né in cielo né in terra. Siamo oltre la sharia, è pura ignoranza, è non capire dove si vive e la fortuna che si ha». E ancora: «Mia mamma è musulmana e un mese fa ha subito un intervento – racconta Rania Ibrahim, scrittrice italiana di origini egiziane – l’ultimo dei suoi problemi era sapere se il medico fosse donna. Non per questo è meno musulmana». Insomma, rispediti al mittente fanatismo e oscurantismo, bisognerebbe smetterla di essere più realisti del re e eccedere in buonismo e accoglienza inginocchiata: specie se a dirlo sono gli stessi ospiti…

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • darizsilvano@yahoo.it 7 maggio 2018

    pieno rispetto per tutte le religioni, ma in ospedale vale in primis la salute, quindi ogni paese svolge il proprio lavoro e professione senza chiedere a nessuno di che religione è, ma siamo fuori di testa!!! e se un paziente ha queste pretesto vada al suo paese a farsi curare senza tante storie,

  • salvo.brindisi@libero.it 7 maggio 2018

    cosa aspettiamo a mandarli tutti via? DEVONO ACCETTARE LE NORME DEL PAESE CHE LI OSPITA. non noi dobbiamo sentirci ospiti a casa nostra.

  • giovannadecanio@yahoo.it 7 maggio 2018

    Infermiere e dottoresse, in ospedale, con il velo: ancora un po’ e lo vedremo…

  • flaviomps@hotmail.it 7 maggio 2018

    scusate ho scritto da cane a causa della rabbia che ho in corpo flavio

  • flaviomps@hotmail.it 7 maggio 2018

    Ma i m domando anchi cosa sta succedendo a casa nostra. Un tempo passato purtroppo il nostro paese era considerato il giardino d’Europa. Ma oggi cosè rimasto di quel giardino, il LETAME che cè sopra???? Ma qui, L’odio verso lo straniero, quel tipo di straniero, che, se ne frega della nostra cultura. Secondo me sta aumentando L’ODIO e qui non si tratta RAZZISTI, sono un imbecille parla di razzismo, ma semplicemente di difenere la nostra VITA e le nostre origini e Culture.

  • clamor@vodafone.it 7 maggio 2018

    Manca completamente il buon senso e la reciprocità culturale e religiosa. Se noi andiamo nei loro paesi, sicuramente non avranno certi specifici e speciali riguardi verso di noi, anzi, essendo per loro infedeli, nei loro territori rischieremmo e alla grande. Al di la delle ideologie, sarebbe cosa buona e giusta semplicemente la reciprocità di trattamento e null’altro.

  • sergheisantini@alice.it 7 maggio 2018

    ….in questo caso dedico, agli attori di questa pazza vicenda, le parole di un detto latino…:
    ” QUOS DEUS PERDERE VULT, DEMENTAT PRIUS “……che tradotto così recita:…
    …”COLORO CHE DIO HA DECISO DI ABBANDONARE; COME PRIMO ATTO LI RENDE PAZZI !!!”

  • fdesalvo@aconet.it 7 maggio 2018

    Buonisti, animalisti, ecologisti, vegani, e questi opportunisti. Tutti ugualmente privi di buon senso comune.

  • silviatoresi@gmail.com 7 maggio 2018

    Ma la salute delle persone, in questo caso donne, non dovrebbe venire prima della religione?
    Qui in Italia le nostre dottoresse non indossano il velo e non per questo sono meno brave!!!!!!

  • agodrago@sunrise.ch 7 maggio 2018

    Se vogliono restare in Italia, devono rispettare leggi, usanze, regolamenti del nostro Paese, altrimenti si levino dalle p**** loro e il ******** ******** di maometto e con loro spariscano anche quelli che si piegano al loro volere, italiani di c**** dei quali l`Italia non ha assolutamente bisogno

  • giada2525@gmail.com 7 maggio 2018

    Qui si sta impazzendo veramente, sembra quasi che pur di accontentare gli OSPITI, RIPETO GLI OSPITI, ci sia la volontà di NEGARE le nostre origini, la nostra cultura, tutto ciò che è stato conquistato negli anni a favore di “culture”, chiamiamole così, LONTANE ANNI LUCE DALLA NOSTRA PER RITROVARCI , MAGARI, CATAPULTATI IN UN TEMPO BUIO E CHE NON CI APPARTIENE AFFATTO!!! AL CONTRARIO DOVREBBERO ESSERE PROPRIO GLI OSPITI, RIPETO OSPITI, AD ADEGUARSI ALLA NOSTRA CULTURA E CIVILTÀ E CHI DICE IL CONTRARIO È IN PROFONDA MALAFEDE, OVVIAMENTE PER INTERESSI PERSONALI!!!

  • bighawk.caine0@gmail.com 7 maggio 2018

    Se voglio ritrovare l’Italia devo andare all’estero per vedere l’amore per la propria Patria.

    • agodrago@sunrise.ch 7 maggio 2018

      Parole sante cara Anna 08:47 queste sono le vere ITALIANE