Savona ministro dell’Economia: ecco perché il Quirinale non può dire no

venerdì 25 maggio 15:59 - DI Giacomo Fabi

Era più che prevedibile che l’insistenza sul nome di Paolo Savona quale possibile ministro dell’Economia stuzzicasse l’antica e mai sopita vocazione italica a farsi catturare collettivamente dalla sindrome di Zelig. Tutti allenatori quando gioca la nazionale, tutti devoti sagrestani durante la Messa e tutti costituzionalisti quando si fa un governo. E così tutti a chiedersi: «A chi spetterà indicare Savona, a Mattarella o a Conte?». La Costituzione, articolo 92, dice che lo nomina il primo su proposta del secondo. Che è come dire che se il secondo non lo propone, il primo non lo nomina. Ne consegue che Mattarella non può nominare ministro un nome che non gli sia stato proposto da Conte. Può però rifiutarsi di nominare uno che stia nella lista. Ma per farlo il Quirinale deve avere validi motivi. Inesistenti nel caso di Savona, a meno che non ci si voglia arrampicare sugli specchi sostenendo, ad esempio, che il nominando debba pensarla politicamente tale e quale al nominante. Ridicolo no? E il primo a saperlo è proprio il capo dello Stato. Fanno invece finta di ignorarlo quegli ambienti che il Quirinale lo usano come scudo istituzionale perché temono come la peste le posizioni eurocritiche di Savona. Purtroppo per loro, questo discettare di presunti «veti» e di pretesi «diktat» non riuscirà ad offuscare una questione in realtà molto chiara: Conte non ha vinto un concorso, ma le elezioni. Il suo nome è il frutto di un accordo politico tra M5S e Lega, le forze politiche più votate. Sulla base di questo accordo, da premier incaricato,   propone il nome di Savona. Come si vede, non c’è alcun «diktat». Né subito né esercitato. Semplicemente, è l’attuazione dell’articolo 49: spetta ai «partiti concorrere a determinare la politica nazionale». È la Costituzione, insomma. Sempre quella «più bella del mondo». Ma a magnificarla dopo averla almeno sfogliata no?

Commenti

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  • leospata@tiscali.it 28 maggio 2018

    Mattarella da presidente della Repubblica non può avere ruolo politico. Certo, potrà non nominare un ministro per mille ragioni ….ma non può non nominarlo per ragioni politiche. Altrimenti si cancellerà il Presidente del Consiglio dei ministri ed egli assolverà anche a tale carica

  • fabiosorteni@gmail.com 27 maggio 2018

    la nomenklatura si sta arrampicando sugli specchi, del vecchio che avanza e’ rimasto solo il presidente della repubblica, la troika e’ nel panico piu’ totale; da 20 anni da quando c’e’ l’euro Francia e Germania ci tengono in stato di schiavitu e ci trattano da pezzenti ora che possiamo far valere la nostra voce adderittura vorrebbero imporre la scelta di un ministro o il veto su questi al presidente della repubblica: ma la costituzione per fortuna asserisce che e’ su proposta del capo del governo la nomina dei ministri e quindi il presidente non ha potere al riguardo, a meno che per assurdo un ministro sia un conclamato criminale ecc…. Tutto si risolvera’ a favore di Conte poiche’ in questo caso non essendoci piu’ il problema Berlusconi, anche la magistratura non fara’ nessun colpo di stato di quelli ai quali ci ha abituati poiche’ i personaggi di questo governo non sono dei mafiosi ma persone per bene non attaccabili.

  • pietrotaccini@gmail.com 26 maggio 2018

    che si deve dire su di un preteso inesistente problema di nomina di un ministro? solo che siamo in Italia e, con disprezzo assoluto della volontà popolare, ci si arrampica su cavilli improbabili ed assurdi. Dobbiamo per forza rispettare l’Europa ovvero dovrebbe essere l’Europa a rispettare l’Italia,fulcro, oltre tutto, – almeno per il passato lontano – della cultura e dell’arte?

  • badelio@teletu.it 26 maggio 2018

    CAPITOOOOOO ! Paolo Savona Ministro dell’Economia; Matteo Salvini Ministro dell’Interni etc. etc. e rimettiamo l’Italia nella giusta direzione……..vi aspettiamo alle votazioni per l’europa nel 2019…… s’ho verghe vostre.

  • giorgio.conti@unipr.it 26 maggio 2018

    Savona, allievo di Guido Carli che forse alcuni non sanno nemmeno chi sia stato ma che altri ricordano bene, e’ l’unico che abbia, come si dice, le “palle” di granito ed anche una autorevolezza che e’ difficile trovare. Eccellente scelta, i contrari siano eruditi su cosa questo vuol dire.

  • darkgian1978@gmail.com 26 maggio 2018

    Caro Yuri, ammesso anche che tutto quello che hai detto sia vero, “carta” canta (in questo caso canta la Costituzione): il Presidente della Repubblica non ha discrezionalità sulla scelta dei ministri. Punto. Continuare a opporsi va contro la Costituzione e potrebbe davvero essere messo in stato di accusa per “attentato alla Costituzione”.
    Venendo allo spread, a me sembra che il rialzo sia cominciato non da quando hanno fatto il nome di Savona, ma da quando hanno fatto il “contratto di governo”, prima ancora che venisse scelto Conte come Premier.
    Inoltre il compito del futuro ministro dell’economia, secondo Lega e Pentastellati, non è quello di far uscire l’Italia dall’Europa ma di ridiscutere gli accordi presi al Parlamento Europeo per consentire all’Italia di attuare finalmente le riforme che i precedenti governi non hanno fatto.

  • vincenzo solla 26 maggio 2018

    Dimentica di dire che la fiducia al governo la da il parlamento e, verosimilmente, sono i due partiti di maggioranza a doverla dare!
    Perché, poi, dare la fiducia a qualcuno imposto dal capo dello stato quando, quest’ultimo non ha ne la fiducia del popolo, perché non l’ha votato, e del parlamento che non l’ha eletto!!
    Il pdr é stato eletto da una maggioranza di sx che non esiste più in parlamento!

  • gdetoffoli@yahoo.it 25 maggio 2018

    Questa meravigliosa condizione si verifica solo se chi rappresenta i partiti ha i ‘maroni’ ed una base monolitica alle spalle ! Meraviglioso inizio di legislatura ! perché Mattonella non può ? Per quanto detto dall’articolo ma anche perché avendo partiti che stanno ai patti sottoscritti ed alle palle messe sul tavolo da biliardo dai loro rappresentanti, se si rifiuta ha due meravigliosi panorami da scegliere dinnanzi a se:
    Rifiuta la nomina ? Alla seconda presentazione ‘deve ingollillo’ volente o no!
    Se insiste i partiti esplicitano la violenta ingerenza e turbativa alle votazioni si ripercuote alla votazione del parlamento che sarà contro! A maggioranza? Probabilmente no, ma rischia e REALMENTE la messa in stato d’accusa, hehe ! Che meraviglia ! Il prossimo presidente prendetelo di Bergamo (alta)!

  • ydobrovic@yahoo.com 25 maggio 2018

    Dire che sono inesistenti i motivi per cui Mattarella non può nominare Savona è di una superficialità estrema.Basta leggere la giravolta di pensiero del professore negli ultimi anni e il picco dello spread appena si fa il suo nome.Tra l’altro il professore era nei palazzi del potere quando si entrava nell’euro alle condizioni disastrose concordate e improvvisamente diventa il paladino delle parti opposte.