Meloni a Di Maio: «La destra non è un’etichetta, non tradiamo le nostre idee» (video)

Un ultimo appello a Matteo Salvini, perché faccia una ulteriore riflessione sul governo con il M5s. A rivolgerlo al leader della Lega è stata la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nel corso della direzione nazionale del partito all’Hotel Universo. «Rivolgo un estremo appello a Salvini. Vuoi davvero andare avanti con quest’avventura con il governo con M5S?», ha chiesto Meloni. «L’Italia ha bisogno di un governo, ma non di un governo qualunque, bensì di cambiamento che rompa con gli schemi del passato. Ho i miei dubbi – ha sottolineano la leader di FdI – che ciò sia assicurato dai Cinque Stelle, i cui programmi restano fumosi. Ad oggi, non ci sono garanzie per avere un governo che rompa con il passato, un governo rivoluzionario». Di contro, per Meloni, «Salvini sa benissimo che se oggi si tornasse alle urne con una legge elettorale decente, avremmo un governo di centrodestra, cioè di forze compatibili tra loro, che già governano insieme e ottimamente in Regioni e Comuni».

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Dunque, Meloni, anche nel corso dell’assemblea nazionale di FdI, ha ribadito che «la prima scelta di Fratelli d’Italia resta un incarico al centrodestra, che ha vinto le elezioni, dandogli la possibilità di verificare l’esistenza di una maggioranza in aula». «Non possiamo far parte di un governo a guida M5S. Rispetteremo il mandato che ci hanno dato gli elettori. Non è giusto che il presidente del Consiglio sia espresso da chi alle elezioni è arrivato secondo», ha proseguito la leader di FdI, sottolineando che il partito considera necessario un premier «capace di garantire le idee che condivide il 38% degli italiani, quelli che hanno votato il centrodestra», altrimenti si tratterebbe di «un tradimento della volontà popolare».

Parlando poi del contratto di governo, Meloni ha avvertito che «Fratelli d’Italia si rappresenta da sola» e, quindi, il contratto, che dovrebbe contenere «le garanzie chiare sui punti che ci stanno a cuore», semmai dovrebbe essere «sottoscritto da tre forze politiche e non da due». Oltre alla «necessità che a monte vi sia l’impegno a modificare la legge elettorale con un premio di maggioranza, in modo che via sia in ogni momento la possibilità per gli italiani di tornare a votare senza il ricatto dei governi tecnici», Meloni ha indicato tra le priorità per il suo partito il no allo ius soli, la difesa della famiglia tradizionale, la tutela dei prodotti italiani, la legittima difesa, stop all’islamizzazione dell’Europa, tutela delle forze dell’ordine. «Altrimenti – ha chiarito – faremo opposizione, non ci spaventa. E i provvedimenti che ci sembreranno condivisibili li voteremo, gli altri no». «La destra non è un’etichetta, è un’idea. E noi non ci vergogniamo di essere di destra», ha concluso Meloni, riferendosi alla pregiudiziale di Di Maio verso FdI e chiarendo che «dovremmo vergognarci se svendissimo la nostra identità e la nostra storia per una poltrona da ministro».