La Rai regala i riflettori a Carlotto, ex Lotta Continua condannato per omicidio

Scandalosa Rai. Dal 18 maggio su Rai4 ogni venerdì alle 21 andrà in onda Real Criminal Minds, una selezione di episodi della  popolare serie televisiva dedicata all’Fbi e prodotta dagli Abc studios. La trasmissione, composta da 24 episodi tutti ispirati a crimini di veri serial killer, sarà condotta da Massimo Carlotto, ex militante di Lotta Continua (oggi noto giallista), accusato dell’omicidio a Padova di una ragazza di ventiquattro anni, Margherita Magello (trovata nel suo appartamento seminuda e colpita da 59 coltellate). Condannato a 18 anni di carcere, Carlotto fu graziato ne 1993 dall’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Sarà proprio lui la persona scelto da viale Mazzini per introdurre l’argomento della puntata. Certo a Carlotto, esperto di noir e scrittore di fama, la professionalità non manca ma era proprio necessario regalare la ribalta televisiva a un personaggio accusato di aver inferto 59 coltellate a una giovane donna?

La Rai sceglie Carlotto, condannato per omicidio

La vicenda di Carlotto è molto complicata: alla vigilia della condanna definitiva, l’ex militante di Lotta Continua si diede alla latitanza prima in Francia, poi in Spagna e Messico, mentre in Italia cresceva il fronte innocentista guidato dal gotha dell’intelligenza di sinistra come capitò con Cesare Battisti, anche se Carlotto venne estradato dal Messico e consegnato al nostro Paese. La grazia, concessa per motivi di salute e per la complessità del caso, ha così estinto la pena principale residua (12 anni) e le pene accessorie archiviando il fattaccio. Poi con il  fuggiasco, l’autobiografia dei suoi anni da latitante, Carlotto diventa un popolare e stimato scrittore di gialli. I parenti della vittima, che hanno vissuto con dolore la popolarità del carnefiche di Margherita, ora sono sul piede di guerra. Ignoranza? Distrazione? La Rai, che in altre occasioni ha dimostrato di non brillare per sensibilità ed eleganza, questa volta sembra aver superato il limite consentito preferendo l’audience di un esperto alla decenza nei confronti dei familiari della vittima. Durissimo il giudizio di Giorgia Meloni che su Facebook ha commentato: «Io sto con la famiglia e la memoria di Margherita, 24 anni, uccisa con 59 coltellate. Inutile che si faccia retorica contro la violenza sulle donne, quando poi la tv di Stato fa scelte del genere»