Governo, raddoppiano le pagine del programma. Ma l’accordo è ancora lontano

Matteo Salvini e Luigi Di Maio non solo non lasciano l’idea del contratto di governo, ma addirittura raddoppiano (o quasi) la mole del programma: infatti, ora le pagine sono 39 in luogo delle 26 precedenti. In parallelo crescono anche i punti tematici (22 e non più 19) su cui dal 10 maggio scorso sta lavorando il tavolo tecnico e che il governo giallo-verde sarà chiamato a sviluppare se e quando vedrà la luce.

Le pagine sono diventate 39 e i punti tematici 19

«Più lo leggiamo e più il documento cresce e vengono aggiunte nuove pagine», riferisce una fonte del M5S. Per facilitare la lettura, la versione digitale del documento che circola tra i componenti il tavolo tecnico, è contrassegnata da tre colori. Il testo in bianco e nero, riguarda le parti sulle quali si è raggiunto un sostanziale accordo; evidenziati in giallo i punti del contratto sui quali occorre ancora lavorare per trovare la convergenza e in rosso le parti dove l’intesa manca. Allo stato il colore rosso campeggia, ad esempio, sulla sezione che riguarda la Ue e l’obiettivo di revisionare i Trattati e il funzionamento dell’Unione. Tematiche sulle quali le posizioni del M5S e della Lega sono ancora distanti.

Il leghista Borghi: «Abbiamo tutti contro»

In ogni caso, la volontà di trovare l’accordo resiste. Almeno questo è il messaggio lanciato dal responsabile economico della Lega Claudio Borghi Aquilini, impegnato al tavolo tecnico sul programma. A suo giudizio, sia Salvini sia Di Maio faranno di tutto per chiudere la trattativa nonostante le distanze e le difficoltà legate «all’ambiente esterno chiaramente ostile» alla nascita di un governo giallo-verde. «Dobbiamo avere la consapevolezza che fuori da qui non abbiamo alleati – ha avvertito Borghi-. Per questo dobbiamo assicurarci di procedere spalla a spalla, coperti e uniti. Ecco perchè dobbiamo innanzitutto essere sicuri di avere le risorse adeguate per fare le cose e realizzare tutto quello che vogliamo e dobbiamo fare. Del resto, se non abbiamo i soldi, dove si va?».