Napolitano, si indaga sugli insulti web. Ma a Berlusconi si può dire tutto…

Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica, è stato ripetutamente offeso e minacciato sul web durante la degenza in ospedale, mentre lottava tra la vita e la morte. Un orrore, come lo ha definito Enrico Mentana. Più o meno quanto accaduto a Silvio Berlusconi negli ultimi anni, soprattutto quando il Cavaliere viveva problemi di salute, come quando fu operato al cuore per la sostituzione della valvola cardiaca.

La Procura di Roma, sull’onda di una giusta sollevazione mediatica, come già accaduto per le offese a Laura Boldrini, si è mossa tempestivamente per indagare sull’identità di quegli “haters” scatenatisi sui social dopo la notizia del ricovero di Napolitano. Altrettanta indignazione, nonché iniziative della magistratura coronate da qualche successo, non è stata registrata nei confronti dei “haters” di Berlusconi, che sui social, specie su Fb, “animano” numerose pagine a lui dedicate. E non certo per incoraggiarlo.

Del resto, è proprio lui il politico più insultato in assoluto sul web. A svelarlo, qualche giorno fa, era stata è l’azienda D-Link, che attraverso la campagna #ConnettitiResponsabilmente – nata per promuovere un utilizzo responsabile della connettività e incentivare un comportamento positivo online – ha analizzato quasi 2 milioni di contenuti fra tweet e commenti legati alle elezioni 2018. Si tratta di messaggi verso i candidati, i partiti o verso altri elettori. E ciò che emerge è piuttosto inquietante: il 38% di questi (circa 750.000) è infatti connotato da negatività e ben 135.000 contengono volgarità o insulti espliciti. I messaggi che augurano la morte (o minacciano di uccidere) sono più di 15.000, mentre quelli che contengono riferimenti alla violenza quasi 19.000. Solo l’11% dei contenuti è etichettabile come positivo. Prendendo come base solo i commenti con insulti e volgarità, si scopre che l’elettore più maleducato è uomo (68% contro il 32% delle donne) e vive nel Lazio (che nonostante produca meno contenuti in termini assoluti, precede la Lombardia di ben 6 punti).

E il leader di partito più preso di mira è Silvio Berlusconi, destinatario del 23% degli insulti personali online, seguito da Salvini e Renzi entrambi al 21%. Ci si accanisce meno, invece, sulle persone di Di Maio e di Grasso, rispettivamente a quota 11% e 8% delle ingiurie.

Sarà perché tra gli odiatori del Cavaliere spesso si nascondono proprio i grillini, a volte anche con cariche politiche, qualcuno pronto ad augurare la morte al Cavaliere? Vedere foto (in alto), alla voce “post choc: Berlusconi muori, è l’unico modo…”.