La Raggi oltre ogni limite: 250 euro per vedere i propri cari al cimitero

Perde la madre, vuole cremarla ma c’è una fila di 15 giorni. Poi la beffa, lo scempio: «Per vederla un’altra volta mi hanno chiesto di pagare». Duecentocinquanta euro per poter piangere l’ultima volta di fronte alla salma della propria madre. Sembra una fake, ma non lo è. Succede a Roma e a denunciarlo è una donna che si è sfogata su Repubblica  e che ancora non crede che questa beffa sia viera: per poter vedere la salma della madre da qualche giorno si è vista presentare un conto a tre cifre da parte degli addetti al cimitero.

L’edizione romana di Repubblica ha riportato questa  storia che ha dell’incredibile: «la signora Fabia Ranzani, quarantenne, si è recata al cimitero Flaminio a Prima Porta per visitare il feretro della madre, custodito al camposanto da una settimana in attesa della cremazione. Può un Comune speculare sul dolore delle persone? «A Roma si può. È quello che ho scoperto portando mia madre al cimitero di Prima Porta», ha raccontato  Fabiana Ranzani. Al momento di chiedere indicazioni per poter accedere alla camera ardente, riferisce la giovane donna, «con mia grande sorpresa mi sono sentita rispondere che per farlo dovevo pagare”. Una richiesta giustificata in base a un apposito tariffario, che alla voce «commiato effettuato in giornate successive all’entrata della salma in cimitero» riporta un prezzo di ben 202 euro più Iva.

Il totale fa quasi 250 euro per poter trascorrere «mezz’ora – non di più, per carità – in compagnia del feretro del congiunto appena scomparso, anche se si tratta del padre o della madre. Da Repubblica viene ricostruito che la disposizione che impone agli impiegati del cimitero di riscuotere quei denari è la delibera allegata al bilancio di previsione 2017, varata dall’assemblea capitolina il 25 gennaio dell’anno scorso. Signori, chiamiamola col suo nome: si tratta di una tassa sui morti.