I grillini non scherzino: la retroattività della norma è una vera barbarie

Riceviamo da Giancarlo Cremonini e volentieri pubblichiamo

Caro direttore,

uno dei motivi conduttori, dei temi caldi della passata campagna elettorale per le elezioni politiche di marzo 2018 è stato l’abolizione dei vitalizi degli onorevoli. Il Movimento Cinque Stelle ha cavalcato con grande forze e determinazione questo tema ricevendone notevoli benefici elettorali e ciò non stupisce più di tanto in un Paese arrabbiato e incattivito come l’Italia dove cinque anni di governi tecnici agli ordini della Troika, di blocco dei salari, di Job Act, di precarizzazione e di sacrifici lacrime e sangue hanno fiaccato la fibra del popolo italiano facendo uscire spesso alla superficie i caratteri peggiori della gente. Purtroppo quello dei vitalizi potrebbe essere un vero e proprio cavallo di Troia che metterebbe i futuri governi nella condizione di bastonare senza limiti noi cittadini contribuenti. Infatti, “conditio sine qua non” per l’abolizione dei vitalizi è la adozione di norme retroattive che, al momento e per fortuna, sono vietate nel nostro sistema giuridico e in tutti gli ordinamenti giuridici dei Paesi occidentali. Le norme, infatti, si attengono al principio di civiltà giuridica e di elementare e irrinunciabile equità che vuole che “tempus regit actum”. In altri termini i fatti e le vicende umane sono regolate dalle norme in vigore nel momento in cui gli stessi avvengono e non da norme non più vigenti o, peggio ancora, da norme future non ancora approvate.

Per permettere a coloro che non hanno nozioni giuridiche di meglio comprendere sarà bene fare qualche esempio. Io oggi vado in pensione a sessanta anni perché la legge vigente questo prevede. Se dopo due anni viene approvata una nuova legge che innalza l’età pensionabile a sessantacinque anni la stessa non si applica a me ma solo a quelli che sono ancora in servizio. Se cade il divieto di norme retroattive il Governo potrà applicare quella norma anche a me che sono già in pensione da due anni  e richiamarmi in servizio per altri cinque anni. Altro esempio: oggi prendo una contravvenzione di cento euro per divieto di sosta. Pago e sto tranquillo. Dopo un anno approvano una nuova norma che porta la multa da cento a cinquecento euro. Ebbene, senza il parafulmine della non retroattività delle norme il Comune potrà chiedermi di pagare altri quattrocento euro, cosa che adesso sarebbe inconcepibile. E che dire dei contratti assicurativi che durano magari dieci o venti anni come le pensioni integrative ? Senza il baluardo della non retroattività Governo e Compagnie assicurative potranno in qualsiasi momento cambiare in peggio le norme contrattuali senza che io possa fare nulla per oppormi. In parole molto povere ma efficaci possiamo dire che il principio della non retroattività è un provvidenziale giubbotto antiproiettile che ci protegge dagli agguati del Governo e del Mercato. Ha certamente degli svantaggi, ma i vantaggi sono di gran lunga maggiori. Per noi cittadini rinunciare a questa protezione solo per fare un dispetto agli onorevoli può rivelarsi una scelta molto pericolosa di cui ci pentiremo amaramente in futuro. I Pentastellati lo sanno bene ma evitano accuratamente di dirlo e di avvisare i cittadini del rischio che corrono. Affermano che la retroattività verrà usata solo per i vitalizi ma è una bugia. Una volta fatta una crepa nel cemento della diga prima o poi la diga crollerà portandosi dietro tutti i nostri diritti e tutte le nostre certezze condannandoci a vivere in un mondo di inciviltà giuridica dove tutto è possibile e nessuno è più garantito, dove i diritti acquisiti semplicemente cesseranno di esistere e dove tutti i noi saremo costretti a vivere alla giornata senza poter pianificare il futuro perché semplicemente il futuro non esisterà più.