I grillini non scherzino: la retroattività della norma è una vera barbarie

mercoledì 18 aprile 17:45 - DI Giancarlo Cremonini

Riceviamo da Giancarlo Cremonini e volentieri pubblichiamo

Caro direttore,

uno dei motivi conduttori, dei temi caldi della passata campagna elettorale per le elezioni politiche di marzo 2018 è stato l’abolizione dei vitalizi degli onorevoli. Il Movimento Cinque Stelle ha cavalcato con grande forze e determinazione questo tema ricevendone notevoli benefici elettorali e ciò non stupisce più di tanto in un Paese arrabbiato e incattivito come l’Italia dove cinque anni di governi tecnici agli ordini della Troika, di blocco dei salari, di Job Act, di precarizzazione e di sacrifici lacrime e sangue hanno fiaccato la fibra del popolo italiano facendo uscire spesso alla superficie i caratteri peggiori della gente. Purtroppo quello dei vitalizi potrebbe essere un vero e proprio cavallo di Troia che metterebbe i futuri governi nella condizione di bastonare senza limiti noi cittadini contribuenti. Infatti, “conditio sine qua non” per l’abolizione dei vitalizi è la adozione di norme retroattive che, al momento e per fortuna, sono vietate nel nostro sistema giuridico e in tutti gli ordinamenti giuridici dei Paesi occidentali. Le norme, infatti, si attengono al principio di civiltà giuridica e di elementare e irrinunciabile equità che vuole che “tempus regit actum”. In altri termini i fatti e le vicende umane sono regolate dalle norme in vigore nel momento in cui gli stessi avvengono e non da norme non più vigenti o, peggio ancora, da norme future non ancora approvate.

Per permettere a coloro che non hanno nozioni giuridiche di meglio comprendere sarà bene fare qualche esempio. Io oggi vado in pensione a sessanta anni perché la legge vigente questo prevede. Se dopo due anni viene approvata una nuova legge che innalza l’età pensionabile a sessantacinque anni la stessa non si applica a me ma solo a quelli che sono ancora in servizio. Se cade il divieto di norme retroattive il Governo potrà applicare quella norma anche a me che sono già in pensione da due anni  e richiamarmi in servizio per altri cinque anni. Altro esempio: oggi prendo una contravvenzione di cento euro per divieto di sosta. Pago e sto tranquillo. Dopo un anno approvano una nuova norma che porta la multa da cento a cinquecento euro. Ebbene, senza il parafulmine della non retroattività delle norme il Comune potrà chiedermi di pagare altri quattrocento euro, cosa che adesso sarebbe inconcepibile. E che dire dei contratti assicurativi che durano magari dieci o venti anni come le pensioni integrative ? Senza il baluardo della non retroattività Governo e Compagnie assicurative potranno in qualsiasi momento cambiare in peggio le norme contrattuali senza che io possa fare nulla per oppormi. In parole molto povere ma efficaci possiamo dire che il principio della non retroattività è un provvidenziale giubbotto antiproiettile che ci protegge dagli agguati del Governo e del Mercato. Ha certamente degli svantaggi, ma i vantaggi sono di gran lunga maggiori. Per noi cittadini rinunciare a questa protezione solo per fare un dispetto agli onorevoli può rivelarsi una scelta molto pericolosa di cui ci pentiremo amaramente in futuro. I Pentastellati lo sanno bene ma evitano accuratamente di dirlo e di avvisare i cittadini del rischio che corrono. Affermano che la retroattività verrà usata solo per i vitalizi ma è una bugia. Una volta fatta una crepa nel cemento della diga prima o poi la diga crollerà portandosi dietro tutti i nostri diritti e tutte le nostre certezze condannandoci a vivere in un mondo di inciviltà giuridica dove tutto è possibile e nessuno è più garantito, dove i diritti acquisiti semplicemente cesseranno di esistere e dove tutti i noi saremo costretti a vivere alla giornata senza poter pianificare il futuro perché semplicemente il futuro non esisterà più.

Commenti

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  • gianchi0655@gmail.com 8 maggio 2018

    E Chi decide cosa e’un diritto e cosa in privilegio ? Magari in pensionato Al minimo considera un privilegio prendere 1450 euro di pensione e molti considerano un privilegio la pensione di reversibilita’. Una Volta aperto il vaso di Pandora non si sa dove si va a finire. Ci pensi

  • corrado.agriesti@gmail.com 23 aprile 2018

    Saluti, non bisogna confondere, i diritti acquisiti, con i PRIVILEGI acquisiti. Sono due cose ben diverse. Io acquisisco un diritto, non in base ad un REGALO che altri hanno deciso di farmi o di farsi, ma acquisisco un diritto in quanto in qualche modo ho contribuito ad “accantonare” una certa somma che mi verrà liquidata in un secondo momento.NON è come dice lei che di questo passo , qualcuno cambia una legge e posso venire richiamato a lavorare per raggiungere i nuovi limiti. Io prendo in base a quello che ho versato, anzi se proprio la si vuol vedere bene ,una persona potrebbe andare in pensione anche con meno anni, 20,25,30 tanto LUI non toglierebbe niente agli altri. Ha versato per 20 anni, chi se ne frega, prende per 20 anni di versamenti, prenderebbe 200/300 euro al mese. Dove è il problema? non c’è. Lei lo sa che ci sono 4 persone, Angelo Pezzana,Piero Graveri,Luca Boneschi,Renè Andreani, ( tutti radicali )che percepiscono una pensione NETTA di 1733 euro al mese per essere stati un SOLO GIORNO IN PARLAMENTO?Di quali diritti acquisiti parla? un giorno in parlamento 1733 euro al mese per tutta la vitae oltre, vista la reversibiltà. E’ questo che lei difende? Toni Negri , altro radicale,fu messo in lista è fatto eleggere da quel CRIMINALE di “pannella” nel 1983, dopo 64 giorni e 9 sedute si diede alla latitanza in Francia senza mai farsi più vedere. Dal 1993 ( 60 anni ) prende 3108 euro al mese? Ho voluto citare SOLO due casi, ma c’è ne sono a centinaia. Sono questi i diritti che LEI vuol difendere? congratulazioni. p.s. io dopo 37 anni di VERSAMENTI prendo 1450 euro e sono molto soddisfatto. Mia moglie con 35 anni di VERSAMENTI prende 1250 euro. Credo che le NOSTRE PENSIONI SIANO DEI DIRITTI, quello dei signori sopra citati sono dei PRIVILEGI. Secondo me i PRIVILEGI si possono togliere in qualsiasi momento. Buona giornata

  • frazimarco@gmail.com 20 aprile 2018

    questa sarà la scusa per far mantenere i vitalizi che si sono autoassegnati tutti questi ladroni….per le pensioni la retroattività “di fatto” esiste già. Altrimenti non sarebbe lecito cambiare l’età pensionabile da quando si INIZIANO a pagare i contributi, invece mi pare che le regole le cambino in corso d’opera….
    E comunque nulla vieta di accettare il principio della retroattività SOLO per quanto riguarda il calcolo dell’importo dei vitalizi emettendo delle norme ad hoc SOLO per quei casi (visto quanto sono scandalosi). Nulla è impossibile…anche se in questo caso ritengo improbabile che si arrivi a un risultato visti gli attori coinvolti

  • martulli3@hotmail.it 19 aprile 2018

    in pratica state sostenendo che i privilegi che una generazione o categoria si facesse approvare, bisogna portarli sul groppone delle generazioni successive.
    secondo voi perchè scoppiò la rivoluzione francese ?

  • maurocollavini@libero.it 19 aprile 2018

    Credo sia doveroso abolire i vitalizi, il che non vuole dire ritornare quello che diventerebbe mal tolto ma non continuare a darlo. Naturalmente nei casi in cui, per gli anni di nomina a onorevole, non vi siano calcolata la pensione (Per il lavoro che precedentemente la nomina effettuava) il vitalizio va ricalcolato in versione contributiva.

  • Damiano_lioi@outlook.it 18 aprile 2018

    Credo sia giusto abolire i vitalizi di coloro che percepiscono più pensioi