Di Maio apre: «Disponibili a contratto di governo. Ma dobbiamo firmarlo io e Salvini»

«Resta aperta l’ipotesi del contratto governo sul modello tedesco. Siamo disponibili anche a non considerare ostile il fatto che questo contratto sia appoggiato da FI e FdI. Ma a firmarlo dobbiamo dobbiamo essere io e Salvini. Oltre un certo limite non possiamo andare. Non è pensabile per il M5S che  quattro forze politiche possono contrattare la scelta dei ministri». Non è l’apertura che molti speravano, ma è un fatto che Di Maio non chiude la porta all’ipotesi di un governo con il centrodestra.

Di Maio ha ricordato di aver sbloccato le Camere in tempi celeri grazie a Salvini. «Abbiamo avuto una sintonia  su diversi temi. Quindi è chiaro che ci sia una disponibilità a discutere di programmi. Però è vero che oltre determinati limiti non possiamo andare. Era chiaro che l’interlocuzione dovesse avvenire tra noi due», cioè lui e Salvini.

Significativo è anche il fatto che Di Maio non abbia fatto riferimento alla pregiudiziale di un governo a premier M5S. Quindi il premier potrebbe anche non essere lui. Che qualcosa potesse bollire in pentola lo si è capito dal ritardo con cui Di Maio e i capigruppo pentastellati sono andati all’incontro con la presidente del Senato, ritardo che ha fatto intendere la delicatezza del momento per i grillini prefigurando la possibilità che la delegazione stesse limando la dichiarazione finale.