Otto marzo, ogni anno 12 milioni di spose-bambine. In Italia quante sono?

giovedì 8 marzo 16:58 - DI Redazione

Cala il numero delle spose-bambine a livello globale, tuttavia perché le cifre si riducano ulteriormente, in vista dell’obiettivo fissato dall’Onu di eliminare il fenomeno entro il 2030, è necessario accelerare. Un fenomeno, tra l’altro, che riguarda anche l’Italia. “Che siano stati prevenuti 25 milioni di matrimoni precoci negli ultimi 10 anni è un’ottima notizia, un dato che fa ancora più piacere comunicarlo alla vigilia dell’#8marzodellebambine“, commenta Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia, che però non fornisce i dati sull’Italia. L’organizzazione stima una diminuzione del 15% nell’ultimo decennio: da 1 matrimonio forzato su 4 si è passati a 1 su 5. Tradotto, significa che attualmente 12 milioni di ragazze diventano spose bambine ogni anno. “Nonostante i progressi, con il lavoro di prevenzione e scolarizzazione tra le comunità locali – spiega Iacomini-, è chiaro che bisogna accelerare sempre di più per evitare che altre 150 milioni di ragazze si sposino prima del loro 18esimo compleanno entro il 2030”. Grazie ad una forte azione di contrasto, la pratica, ricorda il portavoce Unicef, si è ridotta soprattutto in India, uno dei Paesi con il maggior numero di ragazze sposate prima dei 18 anni. Resta invece l’emergenza nell’ Africa subsahariana: “è qui, in questa area martoriata da tante vicende, che vanno concentrati in maggiori sforzi”. Tant’è che delle bambine che si sono sposate più recentemente, circa 1 su 3 si trovano attualmente nell’Africa subsahariana. Nel mondo circa 650 milioni di donne si sono sposate da bambine. Lo scoglio più duro è il fatto che questa violazione dei diritti delle bambine si scontra “con alcuni costumi e tradizioni che fanno resistenza, specie in assenza di istruzione”. Succede anche in Italia, ricorda Iacomini, dove “si riscontra soprattutto nelle baraccopoli, in cui però il fenomeno è legato piuttosto alla povertà che all’appartenenza ad una specifica cultura popolare”. Inoltre, “è più frequente dove si registra una maggiore dispersione scolastica tra le bambine, che vengono poi date in spose minorenni”. Purtroppo, aggiunge il portavoce Unicef Italia, “mancano dati certi per quanto riguarda il nostro Paese, il fenomeno resta quindi sommerso. La battaglia a favore dell’emersione va combattuta tutti insieme: in gioco – conclude – c’è la tutela dei minori con tutte le gravi conseguenze che questa pratica devastante comporta”.

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