Merkel e Macron diventano populisti: su austerity e migranti Ue da rifondare

Il voto italiano preoccupa l’Europa: parola della cancelliera tedesca Angela Merkel e del presidente francese Emmanuel Macron. Per una volta, però, non siamo costretti a decifrare il commento post-elettorale dei nostri partner come un intervento a gamba tesa nelle cose italiane. Tutt’altro: questa volta la preoccupazione dei due azionisti di maggioranza della Ue non è strumentale, ma vera. Tanto vera da costringerli ad annunciare l’avvio di una “rifondazione” dell’Unione, i cui contorni dovrebbero essere conosciuti entro il prossimo giugno.

Merkel e Macron: «Il voto dell’Italia ci preoccupa»

La Merkel e Macron (soprattutto la prima) passano per grandi statisti. Eppure solo ora si accorgono che il dogma dell’intangibilità dei vincoli di bilancio e la linea filo-immigrazione si sono rivelati i più potenti alleati dei tanto esecrati populismi. Che riflessi ragazzi, verrebbe da ironizzare: già, perché che qualcosa in Europa non funzionasse a puntino lo avevano mandato a dire un po’ tutti: gli inglesi con la Brexit, polacchi, cechi, slovacchi e ungheresi con la fondazione del Gruppo di Visegrad, una sorta di controcanto istituzionale con tanto di filo spinato sul tema migranti, e gli austriaci con il governo nero-blu tra Popolari e la destra fondata da Heider. Ma segnali inequivocabili erano arrivati anche dal fortino franco-teutonico, come testimonia l’ascesa di Marine Le Pen, sconfitta dallo stesso Macron solo al battottaggio per l’Eliseo, e l’affermazione in Germania degli anti-europeisti dell’AfD (Alternative für Deutscheland).

Che diranno ora la Boldrini e la Bonino?

Insomma, non ci voleva l’indovino per prevedere che il processo di disarticolazione – per via democratica e popolare – dei vecchi equilibri europei avrebbe presentato il conto anche in Italia. E così è stato, mettendo una fifa blu a Merkel e a Macron che, infatti, ora vogliono cambiare registro. Meglio tardi che mai, certo. Ma è anche vero che così hanno sconfessato non solo se stessi ma anche quanti hanno spacciato questa Europa come il migliore dei mondi possibile respingendo come razzista, intollerante e fascista ogni voce dissonante. Qualche nome? Renzi, Gentiloni, Bersani, la Boldrini e la Bonino. Che avessero torto marcio, lo avevano già sentenziato gli elettori. Che ora glielo rinfaccino anche la Merkel e Macron, i loro numi tutelari, ha solo il retrogusto amaro della beffa che si somma al danno.