Merkel e Macron diventano populisti: su austerity e migranti Ue da rifondare

sabato 17 marzo 12:38 - di Lando Chiarini

Il voto italiano preoccupa l’Europa: parola della cancelliera tedesca Angela Merkel e del presidente francese Emmanuel Macron. Per una volta, però, non siamo costretti a decifrare il commento post-elettorale dei nostri partner come un intervento a gamba tesa nelle cose italiane. Tutt’altro: questa volta la preoccupazione dei due azionisti di maggioranza della Ue non è strumentale, ma vera. Tanto vera da costringerli ad annunciare l’avvio di una “rifondazione” dell’Unione, i cui contorni dovrebbero essere conosciuti entro il prossimo giugno.

Merkel e Macron: «Il voto dell’Italia ci preoccupa»

La Merkel e Macron (soprattutto la prima) passano per grandi statisti. Eppure solo ora si accorgono che il dogma dell’intangibilità dei vincoli di bilancio e la linea filo-immigrazione si sono rivelati i più potenti alleati dei tanto esecrati populismi. Che riflessi ragazzi, verrebbe da ironizzare: già, perché che qualcosa in Europa non funzionasse a puntino lo avevano mandato a dire un po’ tutti: gli inglesi con la Brexit, polacchi, cechi, slovacchi e ungheresi con la fondazione del Gruppo di Visegrad, una sorta di controcanto istituzionale con tanto di filo spinato sul tema migranti, e gli austriaci con il governo nero-blu tra Popolari e la destra fondata da Heider. Ma segnali inequivocabili erano arrivati anche dal fortino franco-teutonico, come testimonia l’ascesa di Marine Le Pen, sconfitta dallo stesso Macron solo al battottaggio per l’Eliseo, e l’affermazione in Germania degli anti-europeisti dell’AfD (Alternative für Deutscheland).

Che diranno ora la Boldrini e la Bonino?

Insomma, non ci voleva l’indovino per prevedere che il processo di disarticolazione – per via democratica e popolare – dei vecchi equilibri europei avrebbe presentato il conto anche in Italia. E così è stato, mettendo una fifa blu a Merkel e a Macron che, infatti, ora vogliono cambiare registro. Meglio tardi che mai, certo. Ma è anche vero che così hanno sconfessato non solo se stessi ma anche quanti hanno spacciato questa Europa come il migliore dei mondi possibile respingendo come razzista, intollerante e fascista ogni voce dissonante. Qualche nome? Renzi, Gentiloni, Bersani, la Boldrini e la Bonino. Che avessero torto marcio, lo avevano già sentenziato gli elettori. Che ora glielo rinfaccino anche la Merkel e Macron, i loro numi tutelari, ha solo il retrogusto amaro della beffa che si somma al danno.

Commenti

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  • Mauro 20 marzo 2018

    sONO ABBASTANZA D’ACCORDO CON QUANTO SCRITTO MA NON INCOLPEVOLEREI TANTO LA MERKEL E MACRON QUANTO I NS. POLITICANTI CHE HANNO EFFETTUATO SEMPRE DELLE SCELTE A SPESE DELLA POPOLAZIONE ITALIANA. Se abbiamo tanti clandestini lo dobbiamo solo a noi stessi, perchè i piddini. Napolitano etc. li abbiamo votati noi direttamente o indirettamente. Speriamo che il nuovo esecutivo dia una sterzata e mandi anche in galera molti dei colpevoli dei nostri problemi

  • Giovanni 18 marzo 2018

    L’Italia era una grande potenza”scomoda”,doveva morire,e così è stato.Ecco chi sono i sabotatori Germania e Francia.Prima Carlo Azeglio Ciampi,che smantellò l’industria statale italiana,da quando andreatta propose di sganciare la Banca d’Italia dal Tesoro.Obiettivo:impedire alla banca centrale di continuare a finanziare lo Stato,il ko definitivo arriva otto anni dopo quando crolla il muro di Berlino.I tedeschi rimuovono il marco per aderira all’euro a patto di eliminare il concorrente più pericoloso,ovvero,l’Italia.lo dimostrarono,gli omicidi di Enrico Mattei,stratega del boom industriale e poi quello di Aldo Moro che non voleva piegarsi ai diktat di Kissinger.Alla fine degli anni 80 la definitiva liquidazione dell’Italia da parte di Ciampi,Andreatta e De Mita che cedono la sovranità nazionale alla classe politica più corrotta d’Europa.Con il divorzio tra Banca di Italia e il Tesoro,per la prima volta il Paese è in crisi finanziaria.Chiuso il rubinetto della lira,la situazione precipita,si impennano gli interessi e il debito pubblico esplode.Era l’obiettivo voluto,mettere in crisi lo stato e l’occupazione,bisognava colpire la componente più importante:le partecipazioni statali,l’energia e i trasporti dove l’Italia primeggiava a livello mondiale.Al piano anti-italiano partecipa anche la fiat che, di colpo smette di investire nella produzione e preferisce comprare titoli di stato.Negli anni 90 scompare la nostra industria a partecipazione statale a favore delle privatizzazioni,non si fanno più politiche industriali,Bersani,quando era ministro dell’industria teorizzò che strategie industriali non servivano,così arrivò la fine dell’IRI,gestita da Prodi, la finsider-ilva,finmeccanica,fincantieri,italstat,stet,telecom,alfaromeo,alitalia,sme(alimentare9,la banca commerciale italiana,il banco di roma,il credito italiano..La politica italiana insieme a quella europea, ha massacrato l’Italia!

  • Mara 18 marzo 2018

    Io spero, come del resto credo (altrimenti non l’avrei votato) che questo nuovo
    governo vorra’ sicuramente avere un atteggiamento piu’ deciso a farsi rispettare
    a Brussel. Noi italiani anche se abbiamo i nostri problemi, abbiamo anche moltissimo
    da offrire…non siamo un popolo di seconda classe.

  • net 18 marzo 2018

    I Politici (quasi tutti) sono come le bandiere…si girano dalla parte da dove
    arriva il vento…che tristezza!

  • Angela 18 marzo 2018

    Non mi piace stare in un’Europa dove a “comandare e dettare legge sono la Francia e la Germania “…

    • net 18 marzo 2018

      GIUSTO, penso anch’io. Questo non era il senso dell’Europa.

  • Ferdinando 18 marzo 2018

    Quando la Merkel verra’ in vacanza in ITALIA indirizzatela a capalbio