Israele minaccia l’Iran: colpiremo chi minaccia la nostra esistenza

mercoledì 21 marzo 15:09 - DI Redazione

Israele potrebbe colpire oggi l’Iran, come fece nel 2007 quando distrusse un reattore nucleare in costruzione in Siria. È questo il messaggio che emerge dal governo israeliano, dopo che per la prima volta è stata ammessa pubblicamente la responsabilità del raid del 6 settembre 2007. “Provate ad immaginare cosa sarebbe successo se non avessimo agito. Ora dovremmo affrontare una Siria nucleare – ha twittato il ministro della Difesa Avigdor Liberman – le motivazioni dei nostri nemici sono cresciute negli ultimi anni, ma anche la determinazione del nostro esercito. Questa equazione può essere compresa da chiunque in Medio oriente”. Ancora più esplicito è stato il commento del ministro per l’Intelligence, Israel Katz. La distruzione del reattore nucleare siriano, ha twittato, “rappresenta un messaggio molto chiaro: Israele non permetterà mai a Paesi che minacciano la sua esistenza, come l’Iran, di possedere armi nucleari”. I commenti giungono mentre c’è preoccupazione in Israele per la crescente presenza militare iraniana in Siria.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • gdetoffoli@yahoo.it 24 marzo 2018

    A volte è opportuno qualche tratteggio storico per ricordare -a chi ignora- che gli eventi legati alla nascita di un miracolo quale Israele è sono stati marcati dall’ostilità (di questa nascita) della perfida albione a termine 2° g.m. ma, prima ancora, dai suoi nipotini americani. Già da molto tempo prima del rifiuto all’ingresso in america di oltre novecento ebrei in fuga sulla sant louis dalla germania nazista che già aggrediva gli ebrei, consegnandoli con questo, allo sterminio tedesco. Solo con il costituirsi di un movimento degli ebrei benestanti già presenti negli states, che raccolsero oro in quantità, per riscattare quelle terre dai capi tribù arabi che le occupavano.
    Da lì e non prima, l’America ha percepito la forza della comunità ebrea al suo interno ed ha progressivamente ‘lasciato lavorare senza ostacolarli’ i colonizzatori dei kibuz e degli insediamenti sulla sabbia del deserto a loro assegnata dalle trattative con l’allora venditore mondo arabo! Poi, ha preso atto della preziosa presenza di uno stato non mussulmano-arabo sfruttandolo per i suoi (americani) interessi di controllo dell’area sulla pelle degli ebrei ! Sic rebus stantibus, nessun viandante del mondo può immaginare l’America quale paese generoso che ha aiutato alcunche! Hanno fatto esattamente come ora i loro interessi senza guardare null’altro. E nella fattispecie lungo elenco di disastri per l’Italia che fu uno dei loro ponti d’ingresso contro la germania con drammi di cui gli anziani e sopratutto LE anziane ben ricordano e tramandano ai posteri che conoscono. Chi invece di rimanere e ricostruire è emigrato non capendo al suo ritorno quale fosse la barricata che stava scegliendo; sceglie di restare in un eterno limbo di indeterminatezza e confusione mentale. Buona vita a tutti.

  • 21 marzo 2018

    Wow what a philosophical statement by Mr. Pino1, to me the subtle sarcasm is to much to handle, but to each is own…I state in simple understandable writing…Long Live Israel, long live the Mossad, long live their intelligent leaders, the USA will always be at your side…(simple and to the point)

  • gdetoffoli@yahoo.it 21 marzo 2018

    Onore alla grandissima nazione della stella di Davide. Nonostante i suoi padri ‘ebrei in america’ avessero comperato a peso d’oro tutti i granelli di sabbia del deserto in cui sono tornati -venduti degli sceicchi veloci a prendere l’oro- nonostante la maledetta inghilterra che ostacolò in tutti i modi possibili ed illeciti il loro ritorno nella nazione natia,(cfr Trieste-Exodus) nonostante gli arabi che hanno tentato di finire la loro estinzione (illuminanti le relazioni storiche che parlano degli assassinii, stupri sistematici alla minoranza ebrea che aveva già pagato per il ritorno, da parte degli arabi, arabi a cui fu presentato successivamente il conto, Egitto compreso ) sono ritornati a combattere per la loro esistenza alla maniera di Dayan (Moscè), Meir (Golda), Ben Gurion (David) del Mossad e di tutti gli altri eroi che hanno combattuto come leoni per le loro esistenza, dimostrando che nessuno combatte come chi sa di giocarsi la vita. Diversamente ma ugualmente agli Armeni (cristiani) ed al Curdistan che stanno per essere sterminati con l’avallo dell’america. Allora combatterono contemporaneamente contro tutti i paesi arabi che li avevano attaccati simultaneamente, Egitto in testa, e pur con un rapporto minoritario di circa quaranta ad uno diedero una lezione inimmaginabile a tutto il mondo arabo! Grandissimi combattenti hanno messo in pratica la lezione della storia e l’insegnamento dell’antica roma: Si vis pace para bellum. Se quegli stolti presuntuosi americani capissero che Armeni e Curdistan potrebbero essere l’alter ego di controllo delle più pericolose parti del globo avrebbero alleati sinceri come Israel.