Ior, il Tribunale vaticano rinvia a giudizio l’ex presidente e il suo legale

Il Tribunale del Vaticano, “su richiesta dell’ufficio del Promotore di Giustizia, ha rinviato a giudizio un ex presidente dello Ior nonché un legale di sua fiducia per i reati di peculato ed autoriciclaggio”. Lo rende noto un comunicato dell’Istituto per le Opere di Religione riferendosi, senza nominarli, ad Angelo Caloia e al suo legale Gabriele Liuzzo. “Secondo l’ipotesi accusatoria, tali condotte illecite – contestate anche al direttore generale dell’epoca nel frattempo deceduto – sarebbero state poste in essere tra il 2001 e il 2008 nell’ambito della dismissione di una parte considerevole del patrimonio immobiliare dell’Istituto per le Opere di Religione con un danno patrimoniale superiore ai 50 milioni di euro”, ragguaglia ancora la nota. Lo Ior fa sapere che “la decisione del rinvio a giudizio è stata adottata all’esito delle indagini avviate nel 2014 a seguito di una denuncia presentata dallo stesso Ior”. L’Istituto per le Opere di Religione commenta: “È un importante passo che conferma, ancora una volta, l’impegno profuso negli ultimi quattro anni dal management dello Ior, per attuare una governance forte e trasparente nel rispetto dei più rigorosi standard internazionali e la volontà dell’Istituto di continuare a perseguire, attraverso il ricorso alla giurisdizione civile e penale, qualunque illecito ovunque e da chiunque commesso ai suoi danni. Per tali ragioni l’ Istituto ha deciso di costituirsi parte civile nel processo che inizierà il prossimo 15 marzo”.