Inglesi preoccupati: Brexit sì, ma a patto che non coinvolga l’ippica

Non solo finanza e commercio: la Brexit potrebbe impattare negativamente anche la redditizia industria ippica britannica e irlandese, un settore dal ragguardevole giro d’affari di oltre 7 miliardi di sterline. Un articolo della Cnn evidenzia gli effetti nefasti di una soluzione rigida nel divorzio dall’Ue per lo Sport dei re. Come dire, anche Ascot pagherebbe lo scotto della separazione dall’Unione. “Potrebbe avere serie conseguenze sia per l’industria delle corse ippiche della Gran Bretagna che dell’Irlanda”, si legge. Oltre 32mila posti di lavoro indotto solo nelle aree rurali tra le due sponde del Mare d’Irlanda, per un valore economico pari a circa 7,2 mld di sterline annue in totale nei due Paesi, secondo gli ultimi dati di Deloitte. “Ci sarebbe un impatto enorme sul settore delle gare ippiche, c’è grande preoccupazione”, dice Brian Kavanagh, capo esecutivo di Horse Racing Ireland. Il settore ippico “in Gran Bretagna e Irlanda opera effettivamente come un’unica industria”, spiega. “Se il Regno Unito resta fuori dall’Unione doganale e dal mercato unico, è molto difficile capire cosa accadrà perché finora la situazione è stata molto buona”. Sono circa 10.000 i cavalli che ogni anno circolano liberamente tra i due Paesi grazie anche all’accordo tripartito con la Francia, un’intesa che risale agli anni ’60 e da allora è diventato legge europea. Non solo, la verde Irlanda conta 50 cavalli purosangue ogni 10mila persone, 10 volte più della Gran Bretagna. Se Londra uscisse dal mercato unico europeo verrebbero meno 500 milioni di consumatori, con la libertà di movimento per beni, servizi e persone, così come i cavalli. Due industrie concatenate: “la Gran Bretagna fa molto affidamento sulla fornitura di cavalli da corsa dell’Irlanda e viceversa l’Irlanda dipende pesantemente dalla Gran Bretagna per comprare i suoi cavalli “, sottolinea Robin Mounsey, portavoce della British Horseracing Authority. “Mantenere la libera circolazione dei purosangue in Europa, attualmente sostenuta dall’accordo tripartito, e le politiche comuni in materia di trasporti, salute e benessere sono i principali obiettivi del settore”. Ma il Regno Unito vuole stringere con l’Unione Europea un accordo “su misura” di libero scambio con zero dazi. È quanto propone il ministro per la Brexit David Davis, che oggi si trova in visita a Malta. “Un accordo su misura di libero commercio che preveda zero dazi sui servizi è nel nostro reciproco interesse”, ha scritto Davis in un intervento sul Times of Malta, mentre continuano a trapelare anticipazioni sul documento Ue che contiene le linee guida del futuro accordo commerciale tra Bruxelles e Londra, con un atteggiamento di chiusura rispetto alle richieste britanniche.