Il Cav lancia Tajani premier. Rinunciò all’indennità in silenzio e per rispetto

L’annuncio uffuciale il Cavaliere se l’è riservato per Matrix, su Canale 5 da Nicola Porro, anche se era nell’aria da tempo. «Sono lieto di potervi annunciare una buona notizia. L’attuale presidente del Parlamento europeo il nostro amico Antonio Tajani ha finalmente sciolto la riserva sul suo nome e ha dato la disponibilità che gli avevamo richiesto a guidare il prossimo governo di centrodestra». Berlusconi ha poi precisato che «Tajani mi ha dato la disponibilità. Dopo che io avrò fatto questo annuncio, mi ha detto, io confermerò con un’agenzia…». E infatti il tweet non ha tardato ad arrivare da parte del numero uno dell’Europarlamento: «Ringrazio Berlusconi per la stima, gli ho dato la disponibilità a servire l’Italia. Ora ogni ulteriore decisione spetta ai cittadini e al presidente della Repubblica». Il patto rimane invariato all’interno del centrodestra, così come annuciato nel corso della manifestazione unitaria al Tempio di Adriano: il partito del centrodestra che prenderà più voti esprimerà il candidato premier.

La scelta di Tajani da parte del leader di Forza Italia si colloca nell’alveo di un lavoro all’interno delle istituzioni europee in cui ha dato prova di equilibrio e saggezza nel superare steccati politici. Ma soprattutto va ascritto a suo merito u comportamento di grande correttezza. Altro che i grillini con le loro restituzioni (vere, presunte). “Nel passaggio dalla Commissione al Parlamento, Tajani rinunciò all’indennità che gli spettava al termine del mandato. Con una lettera all’allora presidente della Commissione José Barroso, ha rifiutato la buonuscita da vicepresidente dell’esecutivo Ue che, di norma, vale 13mila euro al mese per tre anni, quindi 468 mila euro totali”, come riporta il Giornale. Il tutto fatto senza troppi clamori e senza troppi annunci per guadagnare i riflettori mediatici. Nella lettera con cui Tajani accompagnò la decisione, spiegò che «fosse opportuno dare una prova di sobrietà e solidarietà in questo momento di grande difficoltà per i cittadini europei». Stesso metodo applicato quando ha assunto la presidenza dell’Europarlamento. “Con una lettera dell’anno scorso, indirizzata alla Direzione Generale delle Finanze del Parlamento europeo -leggiamo sul quotidiano milanese-  ha rifiutato l’indennità di rappresentanza prevista per il Presidente del Parlamento europeo, equivalente a 1.418,07 Euro al mese”.