Gli olivicoltori italiani: sul “panel test” non arretriamo neanche un millimetro

Una parte della rappresentanza dell’industria spagnola ha riaperto negli ultimi giorni la discussione sulla revisione degli esami organolettici per la classificazione degli oli. L’attenzione del mondo della produzione olivicola italiana sul panel test resta altissima. A poche settimane dall’allarme lanciato dal Consorzio Nazionale degli Olivicoltori circa la revisione degli esami organolettici (il cosiddetto panel test) per la classificazione degli oli, proposta principalmente da una parte della rappresentanza industriale spagnola in seno al Consiglio Oleicolo Internazionale (COI), il presidente Gennaro Sicolo torna sull’argomento. Negli ultimi giorni, infatti, secondo alcune ricostruzioni apparse sulla stampa spagnola, il mondo dell’industria olearia iberica, rappresentata dalle associazioni Anierac e Asoliva, avrebbe ribadito con forza l’inaffidabilità del panel test attuale, i cui risultati, la maggior parte delle volte, inficiano sulla reputazione delle aziende spagnole. La posizione ufficiale del mondo dell’industria spagnola arriva a pochi giorni dal Comitato Consultivo del Coi, che si terrà a metà aprile ad Amman in Giordania. “La nostra denuncia di qualche settimana fa non era campata in aria e aveva un concreto fondamento, come testimoniano le ricostruzioni riportate in queste ore dagli organi di stampa spagnoli – ha sottolineato Gennaro Sicolo -. La levata di scudi degli industriali spagnoli testimonia come questo argomento, al di là delle giustificazioni disseminate in maniera piuttosto confusa, sia il punto debole di una parte del mondo olivicolo iberico protesa alla ricerca del profitto a discapito della qualità”. “Voglio rassicurare gli amici dell’industria spagnola: l’Italia olivicola non arretrerà di un millimetro su questa battaglia – ha continuato Sicolo -. Lo dobbiamo alla nostra storia, lo dobbiamo agli agricoltori che quotidianamente lavorano con amore e dedizione nei campi, lo dobbiamo ai consumatori e alla loro salute”. “Il panel test così com’è è certamente perfettibile, come tutte le cose che riguardano gli uomini, e auspichiamo un concreto rafforzamento utilizzando anche le tecnologie di ultima generazione – ha proseguito il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori -. Ma fino a quando non ci saranno studi scientifici seri e, soprattutto, liberi in grado di rafforzare i controlli organolettici esistenti, che attualmente sono certamente i più credibili, la nostra posizione sarà sempre quella di difendere il prodotto dagli assalti di chi pensa più al profitto che alla vita delle persone”.