Ecco i cinque motivi per cui Putin ha stravinto le elezioni presidenziali

Nel corso della notte, man mano che si scrutinano le schede in tutto il Paese, il vantaggio di Vladimir Putin è costantemente aumentato. La rabbia dell’Unione europea, delle Nazioni Unite, della Nato, e soprattutto dei giornali “democratici”, aumenta in parallelo. Per anni hanno gettato fango e menzogne sulla Russia di Putin, questa delle spie è solo l’ultimo esempio, non rendendosi conto di una verità fondamentale: è la Russia che è Europa, non l’Africa, che invece lo sta diventando. E’ la Russia che da sempre è autenticamente occidentale, e non i musulmani alieni che stanno invadendo il nostro continente rifiutando di integrarsi, odiandoci, e facendo esplodere, oltre che le contraddizioni, anche le bombe. E’ la Russia che deve entrare in Europa e sono i musulmani a doverne uscire, come sempre più Stati, dalla Polonia all’Ungheria e presto anche l’Italia, stanno provvedendo a fare.

Per quanto riguarda i motivi che hanno condotto alla vittoria di Putin in libere elezioni, il primo motivo, contingente, è senza dubbio la recente aggressione contro Mosca guidata dal Regno Unito, ma a cui si sono uniti anche altri Paesi occidentali, Italia compresa con Gentiloni, per la vicenda dell’avvelenamento della spia russa che viveva in Inghilterra. Non ci vuole una raffinata sensibilità politica a capire che i servizi russi non c’entrano nulla, come ha detto ieri sera lo stesso presidente russo: è assurdo pensare che la Russia faccia un gesto del genere prima delle elezioni e prima dei Mondiali di Calcio. Le ritorsioni di Londra e verosimilmente anche di altri Paesi, Italia pecorona compresa, hanno spinto i russi a fare quadrato intorno al loro presidente.

Il secondo motivo è legato alla questione della Crimea, regione da sempre russa che per giunta si è espressa inequivocabilmente in un libero referendum per il rientro nella madre patria. Il tanto decantato principio di autodeterminazione dei popoli per la Crimea non vale, mentre vale peraltre situazioni, e l’Europa e l’Occidente hanno approfittato di questa situazione per varare le sanzioni economiche alla Russia. La storia insegna che le sanzioni rafforzano il popolo che le subisce, e in questo caso ha danneggiato solo i Paesi esportatori verso la Russia, come l’Italia, il cui governo di sinistra si è subito appecoronato al suo padrone Ue.

Il terzo motivo riguarda la tragedia siriana, dove Mosca ha subito preso posizione in favore del legittimo presidente siriano Bashar el Assad, che invece Onu, Ue e Nato vorrebbero vedere fare la fine di Saddam Hussein e di Muhammar Gheddafi. I media sono stati fondamentali per ingannare l’opinione pubblica mondiale, facendo passare Assad per un dittatore anziché per un presidente responsabile che ha represso un golpe islamico pagato e fomentato dall’estero, proprio da coloro che gli hanno dato addosso per sette anni. Ora Assad e Putin hanno represso il golpe armato e Ue e soci sbavano di rabbia.

Il quarto motivo è dovuto alla scelta univoca delle potenze occidentali di prendere parte per il corrotto regime ucraino anziché per la democrazia moscovita nella questione del Donbass, dove una minoranza filorussa è perseguitata dalla dittatura di Kiev. Tutte scelte inspiegabili, queste della comunità internazionale, votata a distruggere la Russia di Putin a ogni costo e invece destinata a sbatterci il muso, come sta avvenendo.

Il quinto motivo è legato a una questione interna: gli avversari di Putin erano tutti di uno spessore insignificante, pregiudicati, personaggi equivoci, eccentrici o relitti del passato. Secondo è arrivato un comunista populista (i nostalgici esistono anche in Russia), poi il buffo nazionalista Zhirinovsky, seguito da una specie di soubrette isterica che ha avuto il suo momento di notorietà. Le cosiddette opposizioni in Russia sono pagate da quelle forze che non vedono bene il fatto che Putin sia diventato protagonista sulla scena internazionale. Ma si devono fare una ragione anche di questo, perché oramai è così.

Concludendo, i russi hanno dato forza a Putin perché si sono sentiti ingiustamente attaccati, accerchiati e diffamati sistematicamente dall’Occidente che non ha più una stella polare ma si fa dirigere da lobbies economiche e subcultura politcally correct. Quello che può accadere ora, a meno che Donald Trump, una altro grande escluso dal pensiero omogeneo, non capisca che Putin può diventare il suo più grande alleato, è che la Russia si sposti sempre più verso la Cina di Xi Jinpin e verso l‘Iran degli ayatollah. dividendo nuovamente in mondo in due blocchi. Se ciò dovesse accadere, l’Occidente dovrà solo mangiarsi i gomiti perché sarà la principale causa del suo danno. La destra italiana, come hanno detto in queste ore Giorgia Meloni e Matteo Salvini, per non parlare di Silvio Berlusconi che di Putin è amico personale, simpatizza per lo zar, riconoscendone il buon governo e la saggezza in politica estera. Putin, insomma, come recitano i risultati, è l’esempio di come si governa un Paese sovrano. Il primo atto che ci aspettiamo dal nuovo governo italiano sarà quello di togliere le sanzioni alla Russia, anche a costo di scontentare i burocrati di Bruxelles.