Decisione storica: devastarono il centro di accoglienza, nigeriani cacciati

La decisione è per certi aspetti storica: chi non si adegua alle regole del centro di accoglienza viene rispedito a casa o quantomeno perde il diritto all’ospitalità e anche all’accoglimento della richiesta di asilo come rifugiati. Accade in Veneto, nel Cpa di Conetta, frazione di Cona, in provincia di Venezia, dove dodici migranti nigeriani che avevano messo a ferro e a fuoco il centro di accoglienza, nei giorni scorsi, si sono visti notificare martedì la revoca al diritto di ospitalità in Italia. Il gruppo ha dovuto così lasciare l’ex base militare, si legge sul Corriere di Padova, che spiega: “I migranti non perdono il permesso di soggiorno per motivi umanitari, e restano comunque richiedenti asilo; ma non potranno più godere del sistema d’ospitalità ufficiale. Le loro domande d’asilo, in sostanza, finiranno in fondo all’elenco, e verranno discusse dopo quelle presentate dai migranti ospiti della struttura che invece hanno mostrato una condotta più corretta”.

E’ forse la prima volta, in Italia, che una prefettura, nel caso specifico quella di Venezia, adotta una misura un po’ meno soft del solito nei confronti di chi non si comporta bene. I nigeriani “cacciati” dal Cpa veneto aveva tenuto in ostaggio, per dodici ore, il personale della struttura della cooperativa Edeco, che gestisce l’accoglienza nel campo che ospita 619 persone. I contestatori, però, non saranno espulsi dall’Italia ma andranno a cercare ospitalità in altre strutture. C’è ancora un passo da fare con i migranti furbetti, evidentemente…