Brutalmente recidivo: già condannato per maltrattamenti, insiste a picchiare la moglie: arrestato

lunedì 26 marzo 10:23 - DI Redazione

Non lo hanno fermato denunce e una condanna inflitta per maltrattamenti alla moglie. Non lo hanno fermato le suppliche della donna annientata fisicamente e psicologicamente da quelle continue aggressioni. Non lo ha mai fermato la vista del sangue e di quelle lesioni inferte in preda alla rabbia. Una furia acciecato dall’ira che, in preda ad alcool e droghe, esasperava anche azioni e reazioni, sfogando tutto sempre sulla stessa vittima: sua moglie.

Condannato per maltrattamenti, continua ad aggredire la moglie

E allora, già condannato per maltrattamenti alla moglie, continuava ad aggredirla e a minacciarla, ad abusarne a suo piacimento, riducendola – ogni volta di più – in una donna soggiogata psicologicamente e fisicamente che, per fortuna però, non ha desistito dal continuare a difendersi, dal provare a fermare in qualche disperato modo, quel compagno brutale e dispotico. Tanto che, dopo l’ultima feroce aggressione, gli agenti della IV sezione della squadra mobile di Roma, specializzata in reati sessuali, contro le donne, i minori e le fasce vulnerabili, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di questo marito crudele: un italiano di 46 anni. Un fermo arrivato al culmine di una lunga e meticolosa attività d’indagine, delegata da magistrati del pool antiviolenza, che ha avuto inizio nel mese di gennaio, quando una donna italiana si è presentata al pronto soccorso del policlinico Umberto I in seguito alle lesioni che le erano state causate dal marito. I due si erano conosciuti qualche anno prima, quando la vittima prestava attività di volontariato e lo aveva accolto in casa: ma, come spesso accade purtroppo, dopo il matrimonio l’uomo aveva cominciato a manifestare comportamenti violenti e ossessivi, allontanandola da familiari e amici.

L’ultimo brutale pestaggio solo pochi giorni fa

Non solo: dalle indagini è emerso che l’indagato, nonostante fosse già stato condannato per il reato di maltrattamenti e lesioni personali alla moglie, ha continuato a sottoporre la donna a ripetute minacce, botte, offese, aggressioni fisiche e verbali, atti di umiliazione, soprusi e persino violenze sessuali, arrivando al punto di sequestrare al vittima all’interno dell’abitazione. Tutto, poi, è culminato nella violenta aggressione avvenuta giorni fa, quando l’uomo, in crisi d’astinenza da stupefacenti e in preda all’abuso di alcool, ha sfogato la sua rabbia prima picchiando il loro cucciolo di cane, poi scagliandosi contro la moglie con violenza, colpendola ripetutamente al volto fino ad arrivare a ferirla all’orecchio. La donna, visibilmente provata, è stata costretta ad abbandonare l’abitazione per raggiungere una località protetta. Gli uomini della squadra mobile a quel punto hanno atteso l’indagato sotto la sua abitazione, dove l’uomo è arrivato alla guida di un’auto rubata pochi giorni prima, e l’hanno accompagnato al carcere di Regina Coeli, dove ci si augura abbia tutto il tempo per espiare e riflettere sulle sue responsabilità…

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • ale.giam5526@gmail.com 27 marzo 2018

    Mettete sempre l’origine e la comunità vd’appartenenza .grazie.

  • papy_denis@libero.it 26 marzo 2018

    Questo problema sarebbe do facile soluzoone con dei magistrati meno maschilisti e più coscenti che la violenza và fermata e condannata con ls certezza della pena e l’allontanamento del personaggio violento dalle zone frequentate da chi ha subito violenza, che sia donna uomo nn importa chi subisce violenza va protetto spece se la viollenza è portats svsnti da persone a te vicine