Berlusconi: «Mai il governo di scopo, delle persone di sinistra non mi fido»

«Io sono sicuro che non si rivoterà tra un anno. C’è una nuova legge elettorale, per arrivare ad avere la maggioranza bisogna conquistare il 40%. Pd e M5S hanno un numero di adesioni inferiore al 30% non possono raggiungere quel 40% che può essere raggiunto solo dal centrodestra, in cui Forza Italia è il partito trainante. Avremo una maggioranza, potremo fare un governo stabile che duri per 5 anni». Ne è convinto Silvio Berlusconi, ospite di Agorà su Rai3.

Berlusconi: abbiamo preso
impegni ben precisi

Un governo di scopo se nessuna forza politica centrerà l’obiettivo maggioranza? «Lo escludo in maniera assolutissima, ci siamo impegnati con gli elettori a non farlo e gli impegni si mantengono e li manterremo», risponde Berlusconi. «Se il centrodestra non avesse la maggioranza per governare andremo a votare il prima possibile con questa legge elettorale sperando che gli italiani avranno capito come votare per avere un governo per cambiare l’Italia in meglio».

Il giudizio su Renzi,
Gentiloni e Mattarella

Gli avversari? «Gentiloni è una persona gentile, sobria. È una persona che saluto con viva cordialità. Se mi fido più di lui o di Renzi? In generale delle persone di sinistra tendo a fidarmi poco», puntualizza Berlusconi, E Mattarella? «È una persona perbene, gentile, rispettoso della Costituzione e siamo fiduciosi in lui». Poi un passaggio su Cinquestelle: «Poi si vedono questi ragazzotti che non hanno studiato, non hanno mai lavorato, e si propongono per Palazzo Chigi. Allora, se è così, a capo del governo va bene anche la mia portiera…».

L’aneddoto del Cav
sulla portiera e il M5S

«Racconto un aneddoto simpatico – va avanti Berlusconi – un amico medico mi ha detto: “siamo scesi dalla scala, abbiamo trovato stranamente la scala sporca, ci siamo chiesti cosa sarà successo? Siamo arrivati dalla portiera e c’era fuori un cartello con su scritto: guardiola chiusa per impegno parlamentare della portiera”. Questo è il modo in cui i 5 stelle scelgono attraverso i telefoni i loro parlamentari».