Whirpool, il governo fallisce: l’azienda conferma i 500 licenziamenti

Rabbia e delusione tra i lavoratori dell’Embraco di Riva di Chieri alla notizia dell’esito dell’incontro al Mise in cui l’azienda non ha ritirato i circa 500 licenziamenti annunciati nelle scorse settimane a seguito della decisione di cessare la produzione nello stabilimento torinese. ”C’è tanta delusione e tanta rabbia – spiega Michele De Luca rsu della Uilm – delusione perché dall’azienda non ci aspettavamo questo tipo di trattamento e rabbia perché dopo tanti giorni di lotta non siamo riusciti a conquistare nulla”. Intanto, gli operai che questa mattina in corteo avevano bloccato la rotonda sulla statale che collega Asti a Torino, si sono ora radunati in presidio davanti al cancelli dello stabilimento e hanno prolungato da 4 a 8 le ore di sciopero. “È un atteggiamento scellerato che rischia di mettere sul lastrico centinaia di dipendenti, di fornitori e relative famiglie, in particolar modo di Riva di Chieri. Di sicuro, la multinazionale sta dimostrando una chiusura al dialogo non comprensibile visto che in tutti i modi si è cercato di intervenire con piani di reindustrializzazione e con l’attivazione della cassa integrazione da parte del Governo. Proposte che sono state rigettate dal Gruppo, senza alcun progetto costruttivo per risanare le sorti dell’azienda”. Ad affermarlo in una nota è Paolo Capone, segretario generale Ugl, sulla vicenda Embraco. “L’Ugl lotterà al fianco dei 497 dipendenti per difendere e tutelare i loro diritti contro il licenziamento”, sottolinea il sindacalista.

Anche il governo non nasconde la sua delusione: ”Abbiamo sentito i legali di Embraco con Chiamparino offrendogli tutto il sostegno possibile per fare una Cig e l’azienda ha comunque risposto negativamente. Non si comprende questo atteggiamento”. Così il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda mentre al Mise è previsto il tavolo Embraco. ”Si conferma un atteggiamento di totale irresponsabilità dell’azienda, siamo di fronte al peggior caso di una multinazionale che dimostra totale irresponsabilità nei confronti lavoratori e mancanza di rispetto del Governo”, sottolinea. ”Non ricevo più questa gente perché ne ho fin sopra i capelli di loro e dei loro consulenti”, rileva Calenda. Intanto Uilm e Fiom stanno valutando di organizzare, con il coinvolgimento delle istituzioni, una manifestazione davanti all’Europarlamento a Bruxelles per sottolineare ”la totale irresponsabilità di questa multinazionale”. Ad annunciarlo i due sindacati in una nota congiunta dopo l’esito negativo dell’incontro di oggi al Mise, dove l’Embraco, multinazionale del gruppo Whirpool, ha risposto negativamente alla richiesta di ritirare i circa 500 licenziamenti nello stabilimento Riva di Chieri, conseguenza della decisione di cessare le produzioni sul sito torinese. ”Nonostante si sia giunti al quarto incontro al Mise – commentano Dario Basso, segretario della Uilm di Torino, e Vito Benevento, responsabile Embraco per il sindacato – la Embraco insieme ai suoi legali difensori, ha dimostrato totale disinteresse nei confronti delle proposte formulate dal Governo e l’intenzione scellerata di disperdere il capitale umano italiano rappresentato dai lavoratori di questa azienda. Ogni proposta che non preveda il ritiro dei licenziamenti e l’avvio di un piano di reindustrializzazione per noi è inaccettabile”. Commentano Lino La Mendola della segreteria Fiom di Torino e Ugo Bolognesi, responsabile Embraco per la Fiom: ”Ancora una volta – aggiungono Lino La Mendola della segreteria Fiom di Torino e Ugo Bolognesi, responsabile Embraco per la Fiom – Embraco Whirlpool ha dimostrato la sua totale irresponsabilità, in particolare nei confronti dei dipendenti di Riva di Chieri. È evidente che quando un’impresa affida le relazioni industriali a degli studi legali, si finisce in un vicolo cieco. A questo punto ci aspettiamo che il governo agisca e trovi comunque delle soluzioni concrete per i lavoratori”.

(Foto: La Provincia di Varese)