Si chiama Embraco l’ultimo sbraco di questa strana Unione europea

martedì 20 febbraio 17:06 - DI Tano Canino

L’ultimo sbraco dell’Ue si chiama Embraco. Lo sbraco di quella che avrebbe dovuto essere e che, probabilmente, Unione non lo è mai stata o lo é stata solo per modo di dire. Perché ha favorito sempre gli interessi dei politicamente più forti (Germania e Francia) e ha fregato sempre i politicamente più deboli (noi). Si, si chiama Embraco lo sbraco ultimo e, forse, definitivo di quello che fu il sogno europeo. Dal nome di una sottomarca brasiliana che fa gli interessi del suo padrone americano Whirlpool e che -dopo aver lucrato per anni sulle possibilità, sulle agevolazioni e sui vantaggi nel nostro Paese – adesso ci spernacchia e ci saluta (per interposta decisione Usa) lasciando in mutande 500 nostri operai e nella disperazione le loro famiglie. Certo, abbiamo visto i sindacati mobilitarsi e il ministro Calenda indignarsi a favore di telecamera. Ma la domanda é: tutti presi alla sprovvista? Strano. Perché ormai sappiamo come funziona (male) quest’Europa. Perciò, se i nostri operai qualificati e specializzati si ritrovano all’improvviso senza più fabbrica e senza più lavoro a tutto vantaggio di slovacchi o sloveni o di vattelapesca che siano, cari sindacati e caro incazzatissimo signor ministro, di chi mai potrà essere la colpa? Sarà degli operai e delle loro famiglie, oppure è di un’Unione che consente alle multinazionali di fare sempre e comunque il loro porchissimo comodo? Risposta facile, perché i fatti valgono più di ogni finzione. E perciò, se c’è qualcuno che ha voglia di capire il perchè della crescente contrarietà degli italiani a questa inutile Ue, dia un’occhiata alla vicenda Embraco. A questa storia che vede lo stabilimento Whirlpool di Riva di Chieri pronto a chiudere a vantaggio di un altro stabilimento allocato in altro Paese della medesima Unione. Dove però, per la multinazionale in questione, sono già pronte maggiori agevolazioni. Rese possibili anche grazie ai tanti soldi che l’Italia versa a Bruxelles e che gli altri utilizzano per fregarci il lavoro. Bella roba davvero.

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Fujsun2@gmail.com 20 febbraio 2018

    E’ maturo il momento affinchè gli operai si uniscano alle partite iva, professionisti e piccoli imprenditori per un fronte comune contro l’Europa Unita che a noi non conviene, ma anche contro lo statlismo dei nostri sfruttatori come i costituzionalisti che ci rubano 400-600mila euro/ anno.

  • Fujsun2@gmail.com 20 febbraio 2018

    Un alto funzionario presso la Banca centrale europea è stato detenuto come parte di un’indagine criminale condotta da investigatori anti-corruzione in Lettonia.

    Ilmars Rimšēvičs, che ha guidato la banca centrale della Lettonia per 16 anni e siede nel consiglio direttivo della BCE, è stato arrestato sabato. L’agenzia anticorruzione del paese ha detto che è sospettato di aver chiesto una tangente di oltre € 100.000 ($ 124.000).

  • zg-1970@libero.it 20 febbraio 2018

    Avendo ricevuto fondi pubblici bisogna agire requisendo l’azienda in attesa dei rimborsi è di un trentennale processo per truffa con fondi pubblici, intanto la si trasforma o in cooperativa sociale o a guida di un commissario.