Oltraggio in via Fani: “provocazione” di sinistra con svastica sbagliata, ecco perché

Cinque morti, la scorta di Aldo Moro, rapito quella mattina del 16 marzo 1978 in via Fani, a Roma. Sulla lapide che ricorda quella strage delle Brigate rosse stamane è stata scoperta una scritta oltraggiosa, una minaccia alle forze dell’ordine proprio nel luogo del loro, massimo, simbolico sacrificio per lo Stato. La firma è una svastica, chiaro tentativo di inquinare le acque, alimentare il torbido, scaricare sui nuovi demoni, i “fascisti” del terzo millennio su cui si gioca la partita elettorale della sinistra, la responsabilità di un gesto vile che per il modo e il luogo in cui è stato compiuto non può che essere riconducibili a eredi di quei disgraziati gruppi terroristiche comunisti che insanguinarono gli anni Settanta e Ottanta.

A morte le guardie” è la scritta comparsa in via Fani nel luogo in cui, alle 8.55 di quasi quarant’anni fa vennero trucidati gli uomini della scorta di Aldo Moro e il politico Dc venne rapito. La scritta, in vernice nera e con a lato disegnate una svastica e una runa, e un’altra svastica sotto, è stata trovata questa mattina intorno alle 7.15 disegnata sul basamento di cemento della lapide commemorativa della strage nella quale trovarono la morte il maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi e i poliziotti Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino. La targa era stata infatti momentaneamente rimossa per lavori di restauro. Sul posto la polizia, che ha attivato il Comune per la cancellazione. Indagano gli uomini del commissariato Monte Mario.

Ovviamente i giornali parleranno di pista neonazista anche se la seconda svastica, quella ai piedi della lapide, nella prima immagina in alto a sinistra, è scritta al contrario, errore che nessun vero nazista si sognerebbe di fare. Poi nella seconda foto qualcuno ha coperto quell'”errore” con delle pietre, perché? Non era funzionale alla tesi del gesto fatto da estremisti di destra?