I migranti protestano e il sindaco li premia. La Lega: «Pericoloso precedente» (video)

A metà gennaio un gruppo di migranti era sceso in piazza al grido “Vogliamo la residenza”. Avevano accerchiato gli uffici pubblici e minacciato gli impiegati costringendo i carabinieri ad intervenire. Sono stati premiati. È accaduto a Esino Lario, piccolo Comune in provincia di Lecco, dove il sindaco Pietro Pensa si è arreso: «Dopo l’episodio di piazza inscenato dai nostri ospiti migranti e l’eco mediatico dello stesso sulla stampa locale e nazionale e dopo reiterati incontri del sottoscritto con i vertici della prefettura, è giunto il momento non più procrastinabile per il Comune di rilasciare le carte d’identità a chi tra loro risulta munito di regolare permesso di soggiorno», ha scritto il sindaco nella sua comunicazione ai cittadini. «Sono consapevole che ciò non sarà gradito a tutti i cittadini ma è un dovere cui ci si deve attenere. Invito tutti a considerare anche i possibili eventuali aspetti positivi come ad esempio far nascere nei nostri ospiti una consapevolezza di maggior appartenenza al territorio che li ospita e di mostrarsi magari riconoscenti prendendo iniziative di pubblica utilità sociale».

Esino Lario, la Lega: «Gravissimo precedente»

Una decisione contestata da Paolo Grimoldi, segretario della Lega lombarda. «È un precedente gravissimo quello che arriva dal piccolo comune lecchese di Esino, che ospita una quarantina di richiedenti asilo africani spacciati per finti profughi, tra i quali persino un assassino fuggito dal Gambia per scampare al carcere a vita, immigrati che da oggi, dopo la protesta che inscenarono lo scorso 12 gennaio, obbligando i dipendenti del Comune addirittura a sbarrarsi all’interno del municipio, hanno vinto e sono diventati residenti, come da loro richiesto». E poi aggiunge: «Si premia chi si ribella e spaventa i cittadini, un gravissimo precedente, causato da una Prefettura incapace di gestire la sicurezza, che ha ordinato al sindaco di accogliere le richieste dei richiedenti asilo concedendo loro le carte d’identità. Tra un mese, quando la Lega sarà al governo, verrà ristabilito il principio per cui possiamo accogliere e integrare, dando anche la residenza, solo chi ha veramente diritto di ricevere asilo, mentre dovrà essere immediatamente espulso chi non ha diritto di restare nel territorio».