Macerata risveglia gli “sciacalli”: da Saviano a Boldrini, «Salvini è il mandante»

Processo, giudizio e condanna. In certi commenti della sinistra Matteo Salvini è già diventato «il responsabile» o «il mandate morale» della sparatoria compiuta a Macerata dal 28enne italiano, Luca Traini. Da Roberto Saviano a Pietro Grasso è, infatti, corsa ad attribuire le colpe di questo gesto folle al leader leghista, compiendo il consueto salto logico per cui chi si oppone a una immigrazione incontrollata è automaticamente fomentatore d’odio e razzista. E giocando sulla circostanza che Traini era stato candidato alle comunali di Corridonia, prendendo per altro zero preferenze.

Grasso: «Salvini è tra i responsabili»

Si tratta di un atteggiamento che, in campagna elettorale, fa pensare in maniera preoccupante a una forma di sciacallaggio. Ma tant’è. Per Roberto Saviano non ci sono dubbi: «Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini. Lui e le sue parole sconsiderate sono ormai un pericolo mortale per la tenuta democratica. Chi oggi, sopratutto ai massimi livelli istituzionali, non se ne rende conto, sta ipotecando il nostro futuro». E ancora, su Twitter, Saviano ha cinguettato il suo invito ai media «a definire i fatti di Macerata per quello che sono: un atto terroristico di matrice fascista. Ogni tentativo di edulcorare o rendere neutra la notizia è connivenza». Di tenore simile anche la dichiarazione di Pietro Grasso che, benché uscente, è ancora il presidente del Senato in carica. «Chi, come Salvini, strumentalizza fatti di cronaca e tragedie per scopi elettorali è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare al più presto. Odio e violenza che oggi hanno rischiato di trasformarsi in una strage razziale», ha detto il leader di LeU, senza risparmiarsi una notazione sul fatto che «il nostro Paese ha già conosciuto il fascismo e le sue leggi razziali. Non possiamo più voltarci dall’altra parte, non possiamo più minimizzare».

Kyenge parla di «azione criminale di stampo fascista»

Per Laura Boldrini, poi, «quanto accaduto oggi a Macerata dimostra che incitare all’odio e sdoganare il fascismo, come fa Salvini, ha delle conseguenze: può provocare azioni violente e trasforma le nostre città in un far west seminando panico tra i cittadini. Basta odio, Salvini chieda scusa per tutto quello che sta accadendo». Di «azione criminale di stampo fascista» ha parlato poi l’europarlamentare Pd Cécile Kyenge, che però ha anche acceso i riflettori su un elemento che allo stato attuale appare non secondario nel gesto di follia criminale di Traini: l’omicidio di Pamela Mastropietro, per il quale è stato fermato il nigeriano Innocent Oseghale. La ragazza, prima di essere massacrata e orribilmente mutilata, era fuggita da una comunità proprio di Corridonia e Luca Traini nella sua sparatoria ha fatto tappa anche nel luogo del ritrovamento del suo corpo fatto a pezzi. «Noi chiediamo giustizia per chi ha ucciso Pamela, ma non può esserci giustizia fai da te. Aspettiamo un chiarimento sul movente della sparatoria, un’azione criminale di stampo fascista», ha detto Kyenge, ribadendo non solo la solidarietà alle vittime della sparatoria, ma anche ai familiari di Pamela.