L’ultima furbata di Gentiloni: mancetta ai dipendenti degli enti locali a 10 giorni dal voto

Ieri la notizia dell’ultimo favore elettorale elargito dal ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione  Marianna Madia: dieci giorni al voto del 4 marzo  è stato rinnovato il contratto per i dipendenti do Regioni  ed enti locali. Era fermo da quasi dieci anni e, guardacaso, è stato rinnovato proprio alle battute finali della campagna elettorale. Certe, imbarazzanti, operazioni le si dovrebbero fare in silenzio, proprio per non accentuarne il significato elettoralistico. Invece il “sobrio” premier Gentiloni ha avuto oggi la sfacciataggine  di farsene bello davanti a riflettori dei media: «Grazie ad uno sforzo straordinario, dopo 9-10 anni di attesa il nostro pubblico impiego, il pubblico impiego degli Enti locali e il nostro comparto sicurezza hanno finalmente un nuovo contratto di lavoro. Una cosa di grandissima rilievo per molte famiglie italiane». Così Gentiloni s’è pavoneggiato oggi al termine del Consiglio dei ministri. Una caduta di stile che il premier si poteva davvero risparmiare. Ma che la dice comunque lunga sulla paura che in questi giorni imperversa tra Palazzo Chigi e largo del Nazareno.