L’ira dei poliziotti contro gli antagonisti: «Non sono antifascisti ma criminali»

E stata una notte di guerriglia, a Torino, per il corteo dei cosiddetti antifascisti contro una manifestazione di CasaPound, con un bilancio drammatico di cinque poliziotti feriti dopo gli scontri con le forze dell’ordine (qui pezzo e video). L’ennesimo assalto alla polizia che fa indignare l’Italia e scatena l’ira dei sindacati: «Hanno detto che volevano stanare i ‘fascisti’ invece stanno devastando Torino e hanno ferito tre poliziotti lanciando pietre e bottiglie. Questi non sono antifascisti ma pazzi criminali», commenta Gianni Tonelli, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), quanto avvenuto a Torino. «Hanno detto che per loro essere antifascisti implica lo scontro – prosegue Tonelli – rendiamoci conto della pericolosità di questi elementi e di quanto le loro folli azioni dettate da una ideologia deviata, possano compromettere la sicurezza pubblica. Una sassaiola da preistoria – e conclude – spero in duri provvedimenti nei loro confronti. Questa gente ha bisogno di essere riportata alla civiltà e alla pacifica convivenza. Forse solo allora, e dopo aver studiato un po’ di storia, potranno parlare di valori da difendere. Ferire poliziotti, padri di famiglia, che stanno rischiando la vita in mezzo a questi criminali, non è difesa della democrazia. È delinquenza. L’articolo 17 della Costituzione infatti, sancisce che si debba manifestare pacificamente e senza armi. Questa, prima ancora che a salvaguardia dell’ordine pubblico è una norma a tutela della democrazia, perché tentare di imporre il proprio pensiero con la violenza non può essere tollerato nella vita della nostra Repubblica».

Identica presa di posizione anche dal sindacato di sinistra dei poliziotti, la Silp Cgil: «Siamo vicini ai poliziotti feriti nella notte a Torino, alcuni dei quali colpiti addirittura da bombe carta con schegge di metallo. Potevano morire. Le violenze perpetrate in nome dell’antifascismo da gruppi di veri e propri delinquenti delle piazze sono doppiamente gravi perché tradiscono i valori di democrazia, libertà, pace e tolleranza che sono alla base della nostra Costituzione nata dalla Resistenza», afferma Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil. «Da tempo denunciamo, purtroppo inascoltati – dice Tissone -, una rinascita dei rigurgiti fascisti e una ripresa di quel clima di violenza politica che ricorda purtroppo gli anni settanta. Finché si concederanno piazze, spazi e agibilità a chi professa idee razziste, omofobe e sessiste non riusciremo a fermare questa spirale. Anche per questo – conclude il segretario del Silp – domani saremo in piazza con la Cgil a Roma per dire mai più fascismi e mai più razzismi. Fascismo è qualsiasi forma di violenza politica e come poliziotti democratici abbiamo il dovere di contrastare questa deriva in ogni modo».