L’antifascismo militante è solo penoso. Nessuno cada nella trappola

Un salto indietro. Nel buio della violenza politica insensata. Catapultati nel clima fosco degli anni ’70. Quella scena del militante di Fn legato mani e piedi, picchiato selvaggiamente e ripreso in un video fa rabbia. Fa tristezza. Ma soprattutto è preoccupante. Perché è la fotocopia dell’uccidere un fascista non è reato, figlio della sensazione di impunità che hanno avuto e continuano ad avere gli estremisti di sinistra, quei centri sociali coccolati e mai messi al bando. Gli intoccabili. Il rischio è che si dia il via alla stagione dell’odio, a quel “sangue chiama sangue” che ha macchiato intere generazioni. Arriva la notizia di un uomo di Potere al Popolo accoltellato (per fortuna in maniera non grave). Nessuno deve cadere in trappola. Gli antifà militanti sono ai margini, sono stati sconfitti dalla storia, non hanno argomenti, si aggrappano alla becera propaganda “democratica”. Sono gli stessi che hanno messo “sotto processo” Giampaolo Pansa, colpevole di rivisitare le vicende dei partigiani alla ricerca di una verità non imposta («La storia della Resistenza così come la conosciamo è quasi del tutto falsa e va riscritta da cima a fondo, gli storici professionali ci hanno mentito»). Sono gli stessi che hanno contestato violentemente il più grande storico del Novecento, Renzo De Felice, colpevole di documentare, approfondire, capire fino in fondo che cosa sia stato il Fascismo, senza condizionamenti ideologici. Sono i nostalgici dell’odio. Sono i nipoti di coloro che, negli anni Settanta, “processavano” i giovani missini nelle aule scolastiche, impedivano il confronto, criminalizzavano ragazzini di sedici anni. Sono i nipoti di coloro che agivano, sprangavano e la facevano franca. Perché c’era il soccorso rosso a tutti i livelli. Vanno fermati. Ma mai e poi mai scendendo sul loro campo. Vanno fermati combattendo l’ignoranza politica che porta alla tensione. Contrastando culturalmente chi continua a soffiare sul fuoco, chi -per pura propaganda – vuole abbattere i monumenti fascisti, chi è ossessionato dal ritorno di Mussolini, chi continua a fare l’esame del sangue a chiunque la pensi diversamente. Smettetela di rompere le palle sul fascismo. Parlate di altro, se ne siete capaci.