Il boss intercettato: «I nostri pomodori devono arrivare pure a Obama»

«Ora io ci parlo e gli dico: “Senti, io vi dò il pomodoro a 17.50. E voi dovete riempire New York di questo pomodoro. Questo m…a di pomodoro deve arrivare pure nei c…oni del Presidente Obama”. Così il boss della famiglia mafiosa di Partinico, Francesco Nania, finito oggi in carcere con altre trenta persone, parlava, non sapendo di essere intercettato, della sua attività di import-export di prodotti agroalimentari con gli Stati Uniti. Dall’altra parte della cornetta il suo fidato commercialista Michele De Vivo, anche lui finito in manette. I trentuno arrestati, dopo la maxioperazione di polizia “Game over”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, sono devono rispondere dei reati di di associazione mafiosa, riciclaggio, auto riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori aggravato dal metodo mafioso, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla raccolta abusiva di scommesse e alla truffa ai danni dello Stato.