Casa agli Spada, Raggi tenta lo scaricabarile. E fa un’altra figuraccia

venerdì 16 febbraio 19:59 - di Redazione

Il Comune di Roma ha assegnato una casa popolare a un esponente del clan Spada, che l’aveva occupata nel 2001. Nel provvedimento, che è del 12 febbraio, una manciata di giorni fa, si fa menzione del fatto che l’alloggio è «occupato senza titolo», ma si chiarisce anche che l’amministrazione a Cinque stelle è pronta alla regolarizzazione.

La casa assegnata a Giuseppe Spada

La vicenda, che riguarda Giuseppe Spada, il quale annovera in curriculum precedenti per furto e contro il patrimonio, è stata resa pubblica dal Messaggero, che nel riferirla ha ricordato anche le numerose dichiarazioni di Virginia Raggi a seguito della vicenda della testata di Roberto Spada, del quale Giuseppe è zio, al giornalista di Nemo. Dichiarazioni che sono andate da «qui gli Spada per troppi anni l’hanno fatta da padroni, ora basta» a «la testata al giornalista di Nemo non è più il simbolo di una impunità sbandierata, ma rappresenta l’inizio della reazione di Roma». Facile quindi capire la portata dell’imbarazzo che si deve essere provato dalle parti del Campidoglio quando il provvedimento favorevole all’assegnazione dell’alloggio popolare a uno Spada pregiudicato è finito pubblicato sul giornale.

Il Comune chiama in causa la Regione

Il sindaco ha provato a uscirne annunciando, tramite una nota dell’amministrazione, di aver «chiesto agli uffici capitolini di verificare immediatamente se tutte le procedure di legge siano state rispettate e di avviare un’indagine sullo stato di attuazione dell’articolo 53 della legge regionale 27 del 2006». L’assessorato al Patrimonio e alle Politiche abitative, inoltre, ha fatto sapere che «la regolarizzazione in sanatoria è imposta dall’articolo 53 della legge regionale 27 del 2006 qualora l’inquilino abbia occupato l’immobile entro il 20 novembre 2006 e abbia i requisiti previsti dalle norme regionali per accedere a una casa popolare». L’articolo 53 della legge regionale, infatti, prosegue la nota del Campidoglio, recita che «in deroga all’articolo 15 della lr 12/1999, nei confronti di coloro che alla data del 20 novembre 2006 occupano senza titolo alloggi di edilizia residenziale pubblica il Comune dispone, in presenza delle condizioni richieste per l’assegnazione, la regolarizzazione dell’alloggio». Insomma, è il messaggio neanche troppo tra le righe, sarebbe colpa della Regione o, per lo meno, delle sue leggi.

Il Campidoglio fa un’altra figuraccia

A stretto giro, però, è arrivata la replica della Pisana, che ha aggiunto imbarazzo a imbarazzo, smontando lo scaricabarile comunale. Il Campidoglio faccia verifiche, ma la sanatoria è chiusa da un decennio, è stata in sintesi la risposta, ampiamente articolata con i riferimenti di legge e amministrativi del caso. «L’articolo 11 della legge regionale n. 11 del 2007 stabiliva in 24 mesi, e non oltre, i termini entro cui si doveva concludere l’istruttoria», ha ricordato la Regione Lazio, aggiungendo che «per meglio chiarire, è infatti erroneo fare riferimento alla sola legge regionale 2006 n. 27 visto che, per indicare in maniera stringente come eseguire la sanatoria, fu sempre l’amministrazione regionale di allora a produrre un’ulteriore legge, quella del 19 luglio 2007, n. 11. In essa, al capitolo III art. 11 si legge testualmente: “I comuni, nell’ambito della loro autonomia organizzativa, stabiliscono termini e modalità per l’istruttoria delle domande presentate ai fini della regolarizzazione delle occupazioni senza titolo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all’assistenza abitativa, da concludere entro ventiquattro mesi dalla data di scadenza del termine di presentazione della domanda stabilito nel modello approvato con delibera della Giunta regionale ai sensi dell’articolo 53, comma 4 della lr 27/2006″». «Per maggiore precisione – ha sottolineato ancora la Regione – si aggiunge che i termini per la scadenza della domanda furono fissati in 90 giorni. In conclusione, quindi, si sta parlando di norme regionali prodotte da altra giunta, quasi un decennio fa, norme per cui la stessa Regione indicava esaurire l’efficacia nei 24 mesi successivi la loro applicazione».

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 18 febbraio 2018

    Ditto !!

  • amerigo.lori@alice.it 17 febbraio 2018

    Raggi: lingua lunga, idee corte

  • marimanzo@gmx.net 17 febbraio 2018

    Ostia era un gioiellino. Mi ricordo da piccolo…era piena di bella gente, romani, americani,
    svedesi, tedeschi. Me l’hanno fatta diventare una vera schifezza. Tutti quei bei negozi hanno
    chiuso, le strade piene di buche, agli angoli delle strade vedete solo gente di colore che chissa’
    che fanno tutto il giorno la’ per strada…la sera c’e’ il corpifuoco.
    Che tristezza ! Rivolglio la mia Ostia com’era !

  • Erminia Fusi Benini 17 febbraio 2018

    complimenti alla sindaca!! e tutti gli Italiani onesti che aspettano un alloggio? Bravissima! dia precedenza ai delinquenti:

  • nelsonluca@libero.it 17 febbraio 2018

    SENZA RITEGNO E IGNORANZA TOTALE IN FATTO DI AMMINISTRAZIONE COMUNALE!!!!!!

  • annabuonfiglio@mail.com 17 febbraio 2018

    Non trovo un aggettivo adatto!
    Chi abusa del potere, deve pagare, a caro prezzo’