Carcere di Trieste intitolato a un martire delle foibe: l’ira dei partigiani

I partigiani sul sentiero di guerra. Solleva polemiche l’intitolazione del carcere di Trieste al maresciallo Ernesto Mari, comandante delle carceri giudiziarie della città durante la Seconda Guerra Mondiale, gettato nella foiba di Basovizza dai partigiani nel 1945. Ricordiamo che ad Ernesto Mari  era stata dedicata nell’ottobre di quindici anni fa la caserma della Polizia penitenziaria. Un martire italiano. Non per tutti. Una decisione, osserva il comitato provinciale dell’Anpi di Trieste, “inopportuna” nel metodo “perché avviene nei giorni dedicati alla memoria della Shoah, di cui Mari fu, per lo meno, osservatore immobile, pur da posizioni di responsabilità e di comando”, e nel merito, “perché viene taciuta nelle motivazioni la sua responsabilità come comandante delle guardie carcerarie”. Mari merita “pietà umana”, sottolinea l’Anpi, diverso però “un atto che cancella le sue responsabilità come comandante delle Carceri”.

Memoria e pietà

Una concezione manichea della memoria: rendere omaggio a un uomo che ha fatto la fine atroce che tutti conosciamo nelle foibe non significa negare il significato di una immane tragedia come l’Olocausto. Non vale, a nostro avviso, neanche il contrario, visto che le foibe sono state anche queste una immane tragedia. Al momento, afferma il presidente dell’Anpi di Trieste, Fabio Vallon, “non sono previste manifestazioni di protesta”, “in questi giorni il nostro impegno è rivolto al ricordo della Shoah”.

Oltre all’Anpi si è scatenato un po’ di tutto contro questo gesto di umanità. Oltre all’articolo del Fatto quotidiano che si chiede “perché” venga intitolato un carcere a uno come Mari, è intervenuto a stigmatizzare l’iniziativa il fumettista Zerocalcare su L’Espresso. La pietà umana non è di tutti e soprattutto non è “per” tutti. La pietà andrebbe concessa a tutte le vittime di uno sciagurato scorcio di storia dove la brutalità e la disumanità l’hanno fatta da padrone nelle vite private e pubbliche. Stiamo per rendere omaggio alle vittime dell’Olocausto, ma, ricordiamo, che a breve, il 10 febbraio si onoreranno anche le vittime delle foibe.