Shutdown, vittoria di Trump su tutta la linea: i democrat si arrendono. La base è furiosa

Uno a zero e palla al centro. O, per dirla con le parole dello stesso Donald Trump: «Una grande vittoria per i repubblicani». Il presidente americano esulta su Twitter subito dopo che ha firmato, la notte scorsa, la legge per l’esercizio provvisorio che mette fine allo shutdown, affermando che i democratici hanno «ripreso a ragionare» accettando di votare la legge, anche senza l’approvazione di una misura che protegga i dreamers, facendo così marcia indietro rispetto alle loro richieste.

Shutdown, la vittoria di Trump su tutta la linea

«Ora io voglio una grande vittoria per tutti, per repubblicani, democratici, dreamers, ma soprattutto per le nostre grandi forze armate e la sicurezza sul confine», ha poi aggiunto l’inquilino della Casa Bianca riferendosi ai negoziati che ora riprendono con l’obiettivo di arrivare all’approvazione del bilancio prima della scadenza della nuova misura temporanea fino all’8 febbraio. Il leader democratico del Senato, Charles Schumer, alla fine si è arreso, pronto a incassare la sconfitta: ha deciso di votare la misura dei repubblicani, dopo che il leader della maggioranza Gop, Mitch McConnell, si è impegnato in aula a discutere una legge per estendere la protezione fornita dal Daca, il programma per i dreamers varato da Barack Obama, e che Trump ha voluto abolire. Una scelta, quella del senatore newyorkese, che però ha fatto infuriare la base e gli attivisti più liberal che, condividendo quindi la lettura di Trump, affermano che i «deboli centristi» che guidano i democrats al Senato hanno ceduto, assicurando ai repubblicani una vittoria in cambio di promesse che non danno effettive garanzie per i dreamers. «E’ ufficiale: Chuck Schumer è il peggior negoziatore di Washington», ha tuonato Murshed Zaheed, direttore del gruppo progressista Credo. «Qualsiasi piano per proteggere i dreamers che si affida alle parole di bugiardi patentati come McConnell Paul Ryan è destinato a fallire», ha aggiunto poi .

I democrat si arrendono: liberal furiosi

E ancora: «Promesse non sono risultati, promesse non sono protezioni», gli ha fatto eco Greisa Martinez, direttore del gruppo che difende i diritti dei migranti United We Dream. Critiche anche tra i democratici di Capitol Hill, dove 16 dei 49 senatori democratici hanno votato contro la misura per “riaprire” il governo. «Niente in questa legge mi assicura che tra tre settimane il Congresso non si comporti esattamente come sta facendo oggi», ha affermato Robert Menendez, spiegando di aver votato no perché per mesi i repubblicani non hanno mostrato interesse a risolvere la questione del Daca e di non credere che vogliano farlo ora. E ancora più forte la critica che arriva da un altro democratico ispanico, Luis V. Gutiérrez, deputato che guida la task force del partito sull’immigrazione, che se la prende con i colleghi di schieramento, sostenendo come la scelta di Schumer «mostri come quando si tratta di immigrati, latinos e le loro famiglie, i democratici ancora non sono disposti a battersi per premettere alla mia comunità di vivere legalmente nel nostro Paese». Critiche e moniti che mettono Schumer e la leadership democratica in una situazione difficile perché nelle prossime settimane dovranno dimostrare quindi alla loro base più liberal ed alle minoranze – che sono la base elettorale essenziale per ottenere dei successi importanti alle elezioni di mid term del prossimo novembre – che riusciranno a far rispettare ai repubblicani gli impegni presi per una legge in difesa dei dreamers.