“Luca era gay”: bufera su un medico. Come accadde a Povia (video)

Sei un artista o sei un medico la modalità è sempre la stessa. Basta toccare l’argomento omosessualità e si è messi sotto la lente di ingrandimento. Basta sostenere una tesi non politicamente corretta e si viene processati. E criminalizzati. A nulla serve spiegare. A nulla serve puntualizzare. La storia si ripete: «Luca era gay ma un giorno accade qualcosa, rientra in se stesso e decide di intraprendere un percorso di conversione, su base psicologica e religiosa, che lo porta a riappropriarsi della sua mascolinità ed eterosessualità».  È quanto scritto nero su bianco su un manifesto affisso in uno studio medico di Savona e finito nel mirino dell’Arcigay locale. Un brano tratto dal volume di Luca Di Tolve Ero gay accompagnato da una didascalia che suggerisce di rivolgersi alla comunità terapeutica di Brescia, Lot, per venir fuori dall’omosessualità.

L’arcigay ritiene “offensivo” il manifesto

«Su segnalazione di una cittadina che si riteneva offesa dal manifesto – spiega all’Adnkronos il presidente dell’Arcigay Savona Mirko Principato – mi sono recato nello studio medico per fare una verifica e ho trovato affisso alla parete il testo abominevole che promuove la guarigione tramite terapie che avvengono nel bresciano». Da qui la decisione di presentare un esposto all’Ordine dei Medici «affinché prendesse provvedimenti contro il medico». Peccato, però, che dallo scorso 20 dicembre non ci sia stato alcun riscontro. «Per questo abbiamo deciso di denunciare la vicenda pubblicamente – aggiunge Principato – ci auguriamo che l’Ordine intervenga con delle sanzioni contro il medico e ribadisca che l’omosessualità non è una malattia prendendo provvedimenti disciplinari contro chi avalla la teoria della guarigione».

La vicenda di Povia e di “Luca era gay”

Una bufera simile a quella che travolse Povia, quando presentò a Sanremo il brano Luca era gay. L’artista fu attaccato ferocemente dall’Arcigay e da certa stampa per aver osato trattare il tema in maniera diversa da quella imposta dalla sinistra. Da quel momento gli sono state chiuse tutte le porte. «E se avessi cantato “Luca è ancora gay e non sta più con lei, Luca dice sono come sono e stasera io mi faccio un uomo? Ma certo!! Avrei preso tutti i consensi della sinistra ipocrita. A volte vorrei raccontare i commenti e le battute volgari che fanno certi personaggi e certi colleghi dietro le quinte, dopo che davanti al pubblico hanno finto solidarietà piena», il commento di Povia. Gli hanno anche chiesto di non cantare più il brano. Ma lui, con coraggio, non si è arreso. Luca era gay resta una delle canzoni più famose di Sanremo, tra quelle che hanno avuto maggior successo, che sono più amate dal pubblico e che sono entrate nel nostro patrimonio musicale. Alla faccia dell’ipocrisia e del politicamente corretto. E di chi comanda il mondo, per dirla come il cd autoprodotto da Povia.